Ospedali di Mantova e Pieve, carenza medici: spesi 3 milioni di euro annui per i gettonisti

Ripristinare a Mantova il reparto di geriatria. Lo chiedono quattro consiglieri comunali di maggioranza

MANTOVA – Sono 165 i turni esternalizzati per i medici anestesisti, 113 quelli relativi al Pronto Soccorso nel solo mese di agosto 2023 negli ospedali di Mantova e Pieve di Coriano. Il costo medio annuo per i primi ammonta a 1.740.000 euro, mentre per la medicina di emergenza il costo medio è di 1.269.840, per un totale di oltre 3 milioni di euro che Asst Mantova ha speso per far fronte alla mancanza di personale medico negli ospedali.
Il dato della Lombardia, che emerge dal report della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia sulla rendicontazione dei servizi esternalizzati, è di una spesa di 27 milioni di euro annui per ricorrere ai medici gettonisti, professionisti a chiamata che vengono pagati per singola prestazione.

Una situazione di pesante criticità a proposito della quale è intervenuto il consigliere regionale dem Marco Carra. “Tanti, troppi turni ‘scoperti’ nei reparti di emergenza degli ospedali lombardi tanto che le Asst locali sono costrette a ricorrere ai medici gettonisti, con una spesa che grava sulla Regione e che fotografa una situazione critica anche per Mantova, seconda nella lista dei dati comunicati dalla Direzione generale Welfare nei giorni scorsi al gruppo consiliare del Pd che ne aveva fatto richiesta.
Il report fa riflettere anche sui motivi per cui molti medici rifiutano di entrare in pianta organica o non partecipano ai concorsi tanto che penso occorra rendere più gratificante la professione, più attrattiva anche dal punto di vista economico, perché non è accettabile che un medico in organico all’azienda sanitaria abbia uno stipendio mensile pari a quello che un gettonista, ingaggiato per le stesse mansioni, guadagna in pochi turni, visto che per questi ultimi il compenso lordo per un solo turno arriva talvolta a 1200/1300 euro. L’esternalizzazione dovrebbe limitarsi alla pratica emergenziale”.

“Stiamo pagando la mancanza di programmazione e Regione Lombardia ha il dovere di rimediare poiché il problema della carenza di operatori sanitari non riguarda soltanto i medici ma anche il personale infermieristico e ausiliario. Per questo, tra le altre cose, la Regione dovrebbe tornare a finanziare i corsi per Asa e Oss che ad oggi sono a carico di chi vuole intraprendere questa professione”.