Petrolio in picchiata, ma ribassi lenti. Figisc Confcommercio Mantova: “Poca trasparenza dalle compagnie”

MANTOVA – Lo stop al taglio delle accise sui carburanti si sta traducendo in un aumento dei prezzi alla pompa proprio in una fase in cui le quotazioni internazionali del petrolio hanno registrato una forte riduzione.
Il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, è passato infatti dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai  poco più di 70 dollari di questi giorni. Una riduzione significativa che, tuttavia, non si riflette con la stessa rapidità e proporzione sui prezzi praticati alla pompa.
È quanto evidenzia FIGISC Confcommercio Mantova, sottolineando una dinamica che penalizza automobilisti, imprese e gestori degli impianti di distribuzione.
“Il paradosso è evidente: mentre il Brent è sceso in modo significativo rispetto ai livelli di inizio giugno, i prezzi praticati alla pompa hanno registrato diminuzioni molto più contenute e lente. Una dinamica che, con il venir meno dello sconto sulle accise, rischia ora di aggravare ulteriormente il costo del rifornimento per famiglie e attività economiche”, dichiara Franca Tasinato Frasson, presidente di FIGISC Confcommercio Mantova.
“Il problema – prosegue – è che quando le quotazioni internazionali salgono, gli aumenti si vedono rapidamente anche alla pompa; quando invece il petrolio scende, il beneficio per i consumatori arriva con lentezza e in misura molto più limitata. È una dinamica che genera forte insoddisfazione e che richiede maggiore trasparenza lungo tutta la filiera”.
FIGISC Confcommercio Mantova richiama l’attenzione anche sul ruolo dei gestori, talora individuati dai cittadini come responsabili diretti dei rincari.
“Noi gestori non abbiamo responsabilità”, afferma Tasinato Frasson. “I clienti se la prendono con noi, ma i prezzi vengono determinati dalle compagnie petrolifere, che dovrebbero trasferire con maggiore tempestività alla rete e ai consumatori i ribassi delle quotazioni quando il mercato lo consente”.
“I gestori sono dalla parte dei consumatori, perché vivono ogni giorno il rapporto diretto con le persone e con le imprese che fanno rifornimento”, aggiunge. “Ma non hanno strumenti reali per incidere sui prezzi. Anche proteste e scioperi rischiano di non produrre effetti concreti se non si interviene sul vero nodo: il comportamento delle compagnie”.
FIGISC Confcommercio Mantova chiede quindi maggiore attenzione istituzionale sul tema, affinché la riduzione del costo del petrolio possa tradursi in benefici effettivi e tempestivi per cittadini e imprese.
“Il calo dei prezzi alla pompa sarà verosimilmente molto lento”, conclude Tasinato Frasson. “Siamo di fronte a una dinamica penalizzante e difficilmente comprensibile per i consumatori, che rischia di pesare ancora una volta sui bilanci delle famiglie e delle attività economiche”.