MANTOVA – I laghi di Mantova sono sempre più sotto pressione per l’espansione delle piante acquatiche infestanti. In gran parte si tratta di specie aliene, introdotte dall’uomo e favorite dalle temperature sempre più elevate, che stanno alterando gli equilibri naturali e mettendo a rischio la biodiversità di uno degli ecosistemi più preziosi del territorio. È questo il quadro delineato dal Parco del Mincio, impegnato nel monitoraggio e nel contenimento di un fenomeno che, anno dopo anno, assume dimensioni sempre più rilevanti.
Ludwigia, la pianta sudamericana invade i laghi: via al contenimento
Le ondate di caldo sempre più precoci hanno anticipato già dal mese di maggio lo sviluppo delle specie più invasive. Tra queste figura Ludwigia grandiflora, pianta acquatica originaria del Sudamerica, introdotta in Europa a scopo ornamentale per laghetti privati. La specie ha ormai formato estese colonie nella Riserva naturale Valli del Mincio e nel Lago Superiore, sottraendo spazio alla vegetazione autoctona e modificando gli habitat naturali. Per limitarne la diffusione, durante il periodo della fioritura verranno effettuati interventi di rimozione mediante una benna installata su un pontone galleggiante. Le operazioni sono programmate entro il termine del ciclo vegetativo della pianta e rientrano nelle attività di tutela degli ecosistemi finanziate con contributi regionali, fondi ottenuti attraverso bandi e risorse proprie del Parco.
Il caldo complica gli sfalci del Fior di loto
Tra le specie che stanno creando maggiori criticità figura anche il Fior di loto (Nelumbo nucifera). Oggi rappresenta uno dei simboli paesaggistici dell’estate mantovana, ma in realtà è una specie aliena introdotta oltre un secolo fa.
Il suo arrivo risale infatti al 1921, quando la botanica Maria Pellegreffi trapiantò alcuni rizomi nel Lago Superiore nell’ambito di una sperimentazione finalizzata all’utilizzo alimentare della fecola ricavata dalla pianta. L’esperimento non ebbe seguito, ma il loto trovò nei laghi mantovani un ambiente ideale per proliferare fino a diventare una presenza stabile e, dal punto di vista ecologico, invasiva. Gli interventi di sfalcio sono iniziati nel mese di giugno e proseguiranno con cadenza periodica. Le elevate temperature stanno però rendendo più complesse le operazioni: in alcuni tratti del Lago Superiore la forte proliferazione di alghe impedisce infatti al materiale sfalciato di depositarsi sul fondale, rallentando le attività di contenimento.
Azolla, la nuova arrivata nella lista nera della Regione
L’emergenza non riguarda soltanto loto e Ludwigia. Nel corso del 2026 ha fatto la sua comparsa anche una felce acquatica appartenente al genere Azolla, originaria delle aree tropicali del continente americano e anch’essa utilizzata come pianta ornamentale in acquari e laghetti privati. La sua presenza è stata documentata nelle Valli del Mincio e nel Lago Superiore. Per la difficoltà di distinguere le diverse specie e per il loro elevato potenziale invasivo, tutte le Azolla sono inserite nella lista nera della Regione Lombardia e sono oggetto di monitoraggio. I risultati dei primi sopralluoghi sono stati trasmessi alla Regione e, nei giorni scorsi, tecnici regionali e un ricercatore dell’Università di Milano-Bicocca hanno effettuato un’ispezione nelle Valli e nel Lago Superiore per individuare le strategie più efficaci di contenimento. Contestualmente è stata avanzata la richiesta di risorse straordinarie dedicate al contrasto delle specie aliene invasive attraverso fondi regionali ed europei.
Come arrivano le specie aliene e perché rappresentano un pericolo
Il fenomeno affonda le proprie radici soprattutto nell’introduzione da parte dell’uomo di specie ornamentali provenienti da altri continenti. Molte delle piante utilizzate per acquari e laghetti privati, se disperse accidentalmente nell’ambiente naturale, riescono infatti ad adattarsi con estrema facilità, colonizzando gli specchi d’acqua e sottraendo spazio alle specie locali. I cambiamenti climatici, con stagioni sempre più calde, ondate di calore anticipate e periodi di siccità più lunghi, stanno accelerando ulteriormente questo processo. Proprio per la loro capacità di alterare gli ecosistemi, numerose specie vegetali acquatiche sono oggi considerate invasive dall’Unione Europea. La normativa comunitaria ne vieta commercio, trasporto e detenzione, mentre la Regione Lombardia ha predisposto una propria lista nera con ulteriori specie il cui rilascio negli ambienti naturali è vietato. L’obiettivo è limitare la diffusione di organismi che rappresentano una delle principali minacce per la biodiversità delle aree umide.
Anche il mantovanissimo “trigol” va contenuto per salvaguardare
l’equilibrio dei laghi
Gli interventi interessano anche il Lago Inferiore e il Lago di Mezzo, dove è stata avviata una campagna di contenimento della castagna d’acqua, specie autoctona conosciuta nel Mantovano come “trigol”.
Pur trattandosi di una pianta di interesse conservazionistico, il suo sviluppo eccessivo può compromettere gli equilibri dell’ecosistema ed è quindi oggetto di una gestione attiva prevista dal Piano di gestione della Zona di protezione speciale “Valli del Mincio” e del Sito di importanza comunitaria “Ansa e Valli del Mincio”. Pure in questo caso le elevate temperature e la scarsa circolazione dell’acqua stanno accelerando la proliferazione della vegetazione e rallentando la naturale decomposizione della biomassa. Per questo motivo sono già programmate ulteriori sessioni di contenimento nelle prossime settimane, con l’obiettivo di preservare il delicato equilibrio ambientale dei laghi di Mantova e delle Valli del Mincio.

















