PIEVE DI CORIANO (BORGO MANTOVANO) – Il mondo della ristorazione, della cultura e dello spettacolo locale piange la scomparsa di Roberto Guaiumi, 73 anni, anima dell’agriturismo Corte Palazzina e figura eclettica capace di unire tavola, teatro e musica in un’unica, irripetibile esperienza. Per tutti era il “Ristor-attore”, un soprannome che racconta già da solo la sua natura istrionica, generosa, contagiosa.
Roberto non era soltanto un titolare d’agriturismo: era un uomo di palcoscenico, un intrattenitore nato, un artista che non ha mai smesso di cercare il contatto con il pubblico. Agente di commercio di professione, aveva coltivato fin da giovane una passione ardente per il teatro, entrando negli anni ’70 nella compagnia ostigliese Teatro Così e collaborando poi con La Barchesa di Poggio Rusco, La Piaseta di Villa Poma e con Agnese Benaglia della compagnia La Soffitta di Moglia.
La magia delle “Cene degli Artisti”
Chi ha partecipato almeno una volta alle sue celebri Cene degli Artisti sa bene che Roberto non serviva solo piatti: serviva emozioni. Tra una portata e l’altra, improvvisava monologhi di Totò, interpretava brani tratti da Il Re dei Pagliacci, o dalla Turandot (Vincerò) raccontava aneddoti, recitava poesie. La sua voce, la sua gestualità, il suo modo di “stare in scena” trasformavano la sala in un piccolo teatro domestico.
Amava la musica degli anni ’60 e ’70, e spesso coinvolgeva amici e clienti in duetti spontanei. Indimenticabile la sua interpretazione di Resta cu mme di Domenico Modugno, cantata in coppia con Rossana Barbieri, in arte Linda Lee del Daniel Santacruz Ensemble. Con il menestrello del Po Wainer Mazza aveva organizzato serate piene di ironia e leggerezza, mentre con l’amico Jo Fedeli celebrava compleanni diventati veri e propri spettacoli dedicati ai suoi successi musicali.
Il palco che ha fatto nascere un gruppo
Alla Corte Palazzina, il 13 settembre 2025, è nato e ha debuttato il gruppo musicale suzzarese I Circa, quattro amici uniti dalla passione per la musica: Claudio Brioni (chitarra e voce), Maurizio Malavasi (tastiera e voce), Bruno Melli (basso elettrico) e Fausto Baccarini (batteria). Un ex casaro, un ex tecnico Enel, un ex infermiere e un ex fotografo: un quartetto che ha trovato proprio grazie a Roberto il suo primo palcoscenico, la sua prima occasione, il suo primo pubblico.
Una comunità in lutto
I funerali si svolgeranno mercoledì 1 luglio, con partenza alle 8.45 dall’abitazione di Via Palazzina 6 verso la Chiesa Parrocchiale di Pieve di Coriano. Dopo la messa, la salma proseguirà per il Tempio Crematorio.
Roberto lascia nel dolore la mamma Lucia, la moglie Marzia, i figli Chiara con Mirko, Valentina con Valeriano, Emiliano con Giorgia, i nipoti, il fratello Romano, le sorelle Maria e Daniela, i cognati, le cognate, i nipoti e tutti i parenti.
Il ricordo degli amici
Tra i messaggi più intensi, quello dell’amico di sempre Bruno Melli, che con parole semplici e sincere ha restituito l’essenza di un rapporto profondo: “Carissimo Roberto, la tua partenza improvvisa lascia nel dolore la tua adorata Marzia e tutti i tuoi cari. Ma di certo lascia un vuoto incolmabile negli Amici, nelle persone che ti hanno stimato, amato e applaudito nelle tue performance, dove vederti recitare, cantare e raccontare poesie trovavano un senso di appagamento e gioia. Roberto, caro, il dolore è tanto, la voglia di dirti cose mai dette sono molte, ma sappi che tu per me sei stato un caro e vero Amico, volerti bene per me è stato facile.”
Un messaggio condiviso da tanti amici suzzaresi: Silvano, Pietro Valeriano, Lucia, Mauro, Rita, Nicoletta, Marco, Laura, Mauro, Fausto, Adriana e Claudio. Una comunità che oggi si stringe attorno alla famiglia e custodisce il ricordo di un uomo che ha saputo unire, far incontrare, creare legami.
Un’eredità di sorrisi e di arte
Roberto Guaiumi lascia un’eredità fatta di sorrisi, di applausi, di serate che non si dimenticano. Ha insegnato che la convivialità può essere spettacolo, che la cultura può nascere anche tra i tavoli di un agriturismo, che l’arte non ha bisogno di grandi palchi per essere vera.
Per molti era un amico, per altri un maestro di leggerezza, per tutti un uomo capace di trasformare la vita quotidiana in una scena da vivere fino in fondo.





















