Si è riunito oggi l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto idrografico del fiume Po – coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po – e il quadro complessivo dei dati emersi non ha mostrato particolari miglioramenti registrando, come negli ultimi 30 giorni, temperature superiori alla media del periodo e prossime ai massimi storici di riferimento e con precipitazioni che si sono mantenute generalmente inferiori alla norma nei territori piemontesi e lombardi, mentre in Emilia-Romagna e nel Veneto gli accumuli sono risultati prossimi o superiori alla media a causa di eventi temporaleschi intensi, talvolta violenti, ma estremamente localizzati, che hanno apportato benefici limitati alla disponibilità complessiva della risorsa idrica. I volumi invasati nei Grandi Laghi regolati risultano essere inferiori ai valori medi, con la criticità più rilevante registrata nel Lago Maggiore, in condizioni di siccità estrema. Le portate del fiume Po si mantengono su livelli particolarmente critici, con valori inferiori alle corrispondenti portate caratteristiche di magra. Permane critica anche la situazione relativa all’intrusione dell’acqua salata nei rami del Delta. “Le temperature elevate persistenti stanno esasperando le ultime riserve d’acqua, e cioè i grandi laghi prealpini. Tranne il lago di Garda, le acque a disposizione dei laghi Maggiore Como e Idro sono quasi esaurite – ha commentato Alessandro Delpiano Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po –. L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine. Le conseguenze dei cambiamenti climatici nel nord Italia potrebbero diventare ancora più gravi, per l’agricoltura, l’industria e la popolazione, e per il sistema vitale nel suo complesso. Senza acqua e senza cibo non può esserci vita, pertanto dobbiamo presto adottare ulteriori misure di adattamento ai cambiamenti climatici, per non trovarci tra pochi anni a vivere situazioni persino peggiori di questa”.
TEMPERATURE E PRECIPITAZIONI Nel corso del mese di luglio il Distretto del fiume Po è stato interessato da condizioni meteorologiche caratterizzate da temperature costantemente superiori ai valori tipici del periodo e da precipitazioni molto irregolari sul territorio. In Piemonte e Lombardia i quantitativi di pioggia registrati sono risultati generalmente inferiori alla media climatologica, mentre in Emilia-Romagna e nel Veneto distrettuale si sono verificati accumuli prossimi o superiori alla norma per effetto di temporali localmente molto intensi. Tali precipitazioni, tuttavia, hanno avuto carattere prevalentemente temporalesco, con fenomeni concentrati nello spazio e nel tempo che hanno determinato benefici limitati per il recupero delle riserve idriche e per il riequilibrio delle condizioni di deficit accumulatesi nei mesi precedenti.
I GRANDI LAGHI ALPINI L’assenza di precipitazioni diffuse e significative, unita al persistere di temperature superiori alla norma già dalla metà del mese di maggio, ha favorito un costante incremento dei processi di evapotraspirazione e del fabbisogno idrico dei diversi comparti, determinando una progressiva riduzione della disponibilità di risorsa sull’intero Distretto. Tale tendenza è risultata particolarmente evidente nei Grandi Laghi regolati, i cui livelli hanno registrato un continuo decremento a partire dalla seconda settimana di giugno. La situazione di maggiore criticità continua a interessare il Lago Maggiore, dove sia l’altezza idrometrica sia le portate erogate si attestano su valori prossimi ai minimi storici di riferimento (riempimento 5,3%). Anche l’indice standardizzato di anomalia dei volumi invasati (Standardized Volume Index – SVI), calcolato sul periodo compreso tra il 5 luglio e il 3 agosto, individua condizioni riconducibili alla “siccità estrema”. Tale situazione assume particolare rilevanza in considerazione del ruolo strategico del sistema Ticino-Lago Maggiore per l’alimentazione del più esteso comprensorio risicolo europeo, comprendente Vercellese, Novarese e Lomellina, attualmente nel pieno di una fase colturale particolarmente delicata e caratterizzata da elevati fabbisogni irrigui. Anche il Lago di Como (riempimento 5,9%) e ilLago d’Iseo (riempimento 5%) presentano condizioni critiche, con quest’ultimo che registra anch’esso valori dell’indice SVI riconducibili a condizioni di “siccità estrema”. Idro (riempimento 5,7%). Il Lago di Garda mantiene invece livelli di riempimento complessivamente nella norma (50%), pur presentando tiranti idrici e portate rilasciate inferiori ai valori medi del periodo.
LE PORTATE DEL GRANDE FIUME Per quanto riguarda il fiume Po, dopo il modesto incremento delle portate registrato nella seconda decade di luglio, si è osservata una progressiva riduzione dei deflussi lungo l’intera asta fluviale, con valori che risultano essere inferiori alle corrispondenti portate caratteristiche di magra e che continuano a mantenersi su tali livelli anche nei primi giorni di agosto; per quanto concerne le portate medie mensili calcolate per luglio, queste risultano essere sensibilmente inferiori alle medie storiche di riferimento. Piacenza: attuale 177mc/s storica 497 mc/s – Cremona attuale 193 mc/s storica 602 mc/s– Boretto attuale 209 mc/s storica 581 – Borgoforte attuale 219 mc/s storica 645, presso la sezione idrometrica di foce a Pontelagoscuro la portata si mantiene ben al di sotto della soglia critica dei 450 m³/s, registrando 246 mc/s, (media storica 709 mc/s) : condizione questa che continua a favorire il fenomeno dell’intrusione salina nei rami del Delta del Po oltre i 20-25 km, con ripercussioni sui prelievi irrigui e sugli ecosistemi delle aree maggiormente esposte. Permangono inoltre diffuse condizioni di criticità nei diversi comparti di utilizzo della risorsa idrica: le problematiche risultano particolarmente accentuate nel territorio piemontese, dove il settore irriguo, e in particolare la risicoltura, registra situazioni di forte sofferenza. Analoghe difficoltà interessano anche i territori lombardi e veneti ricompresi nel Distretto. Parallelamente, il comparto idropotabile continua a evidenziare un aggravamento delle criticità soprattutto nelle aree collinari e montane del Piemonte e della Lombardia. A sostegno delle portate di valle, l’Autorità di bacino e le Regioni hanno richiesto ai gestori idroelettrici maggiori rilasci dagli invasi alpini nazionali. Una parte di tali rilasci è già stata effettuata e una parte è tuttora in corso; tuttavia, i livelli di riempimento dei principali serbatoi, attualmente attestati in prevalenza intorno al 38-40% della capacità disponibile, limitano significativamente ulteriori possibilità di sostegno.
È inoltre in corso la valutazione di una possibile richiesta di maggiori rilasci dagli invasi svizzeri del bacino Ticino-Lago Maggiore attraverso l’Organismo Bilaterale italo-svizzero.
LE PREVISIONI Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni indicano il passaggio di perturbazioni associate a fenomeni temporaleschi anche intensi, che potranno interessare sia i rilievi sia le aree di pianura e saranno accompagnati da una diminuzione delle temperature. Sebbene lungo l’asta principale del Po sia atteso un generale mantenimento o un modesto incremento delle portate, al momento non si prevedono benefici significativi e duraturi in termini di disponibilità idrica.
LIVELLO DI SEVERITA’ Alla luce del quadro complessivamente delineato, caratterizzato da persistenti criticità per i comparti irriguo e idropotabile, dalle condizioni di sofferenza dei Grandi Laghi regolati, dalla presenza di situazioni di “siccità estrema” e dal perdurare dei fenomeni di intrusione salina nel Delta del Po, a seguito della seduta odierna dell’Osservatorio, nel corso della quale sono stati condivisi e analizzati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata alta.

















