ACQUANEGRA SUL CHIESE – A fine 2024 era arrivato l’annuncio che aveva fatto da campanello d’allarme: la chiusura della storica trattoria “Al Ponte” di Acquanegra sul Chiese. Uno stop che aveva evidenziato, una volta di più, le pesanti conseguenze della chiusura al traffico del ponte tra Acquanegra e Calvatone, interdetto alla circolazione dall’estate del 2023 e diventato nel tempo un fattore di grave difficoltà per le attività economiche presenti sulle due sponde del fiume.
Una situazione che, con il passare dei mesi, continua ad aggravarsi. È infatti di questi giorni la notizia che a Calvatone, in meno di tre anni, hanno già abbassato la saracinesca quattro attività commerciali: due tabaccherie, una pizzeria da asporto e un bar. Un dato che fotografa un tessuto economico sempre più fragile, messo a dura prova dall’assenza di collegamenti diretti.
La scorsa estate il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno del Partito Democratico che impegnava la giunta lombarda a riconoscere ristori economici a sostegno delle imprese di Acquanegra sul Chiese e di Calvatone. A oggi, però, nessun contributo economico è arrivato ai commercianti.
«Bisogna ricostruire l’economia del territorio, perché il rischio è di arrivare quando i buoi sono già scappati» dichiara il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, da sempre attento alle criticità legate alla chiusura del ponte, che richiama poi l’urgenza di passare ai fatti: «Visto che le linee guida sono state approvate dal Ministero il 18 dicembre scorso, bisogna adottarle per far partire il cantiere al più presto. Altrimenti il rischio è davvero quello di arrivare troppo tardi».
















