ACQUANEGRA – «Comprendo il disagio e le preoccupazioni espresse da cittadini, imprese e amministratori locali. Si tratta di una situazione che seguiamo e rispetto alla quale non abbiamo mai smesso di lavorare. Proprio per questo ritengo importante riportare alcuni fatti oggettivi che testimoniano l’impegno istituzionale messo in campo». Il Presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, alla luce di alcune dichiarazioni emerse durante il presidio organizzato ieri a Calvatone in occasione del terzo anniversario della chiusura del ponte sul fiume Oglio, ha ritenuto doveroso fornire alcuni aggiornamenti concreti sul lavoro in corso e sulle iniziative già avviate a sostegno del territorio.
Il primo appuntamento è già fissato. Il prossimo 18 giugno la Provincia di Cremona ha convocato un incontro operativo con l’Esercito Italiano, soggetto coinvolto nella realizzazione dell’opera, al quale sono invitati i Comuni di Calvatone, Acquanegra sul Chiese e Bozzolo, oltre alla Provincia di Mantova. Questo per fare il punto sullo stato di avanzamento dell’iter e acquisire ulteriori elementi utili sulle prossime fasi del progetto. «Parlare di immobilismo non corrisponde alla realtà dei fatti. Tra pochi giorni avremo un confronto diretto con tutti i soggetti interessati per aggiornare il territorio sugli sviluppi dell’intervento e sui tempi previsti».
Sul fronte del sostegno economico alle attività produttive danneggiate dalla chiusura del ponte, il Presidente Mariani ricorda inoltre che, nonostante il percorso avviato nei mesi scorsi attraverso l’audizione in Regione Lombardia, ad oggi non risultano stanziamenti regionali destinati ai ristori per le imprese. Per questo motivo la Provincia di Cremona ha deciso di intervenire direttamente. Nel prossimo Consiglio provinciale, previsto nell’ultima settimana di giugno, sarà infatti proposta una variazione di bilancio che destinerà 20 mila euro a favore delle attività economiche colpite dalle conseguenze della chiusura del collegamento tra le province di Cremona e Mantova. «Avevamo assunto un impegno con il territorio e intendiamo rispettarlo. Pur nelle limitate disponibilità economiche di un ente provinciale, abbiamo individuato una prima somma da destinare alle attività che stanno subendo da anni le conseguenze di questa situazione».
La Provincia è inoltre in costante contatto con il Comune di Calvatone e con la sindaca Valeria Patelli, che siede anche nel Consiglio provinciale ed è presidente dell’Area Omogenea Casalasca. Sono in corso valutazioni tecniche e amministrative per individuare la modalità più semplice ed efficace di gestione delle risorse: si è in attesa di un riscontro da parte del Comune di Calvatone per definire se i contributi saranno gestiti direttamente dall’amministrazione comunale oppure dalla Provincia stessa. «L’obiettivo comune è evitare ulteriori lungaggini burocratiche e fare in modo che le risorse possano essere rese disponibili nel modo più rapido possibile».
Mariani richiama infine l’attenzione sul più ampio tema infrastrutturale del Casalasco. «La situazione del ponte si inserisce in un quadro più generale che vede ancora aperte diverse partite strategiche per il territorio. Penso, ad esempio, alla tangenziale di Casalmaggiore, per la quale attendiamo ancora certezze sull’inserimento nel Contratto di Programma dell’Anas. Si tratta di temi che abbiamo posto con forza anche durante gli Stati Generali delle Infrastrutture organizzati nelle scorse settimane a Cremona da Regione Lombardia». Proprio per questo la Provincia di Cremona, attraverso il Presidente Mariani e il Vicepresidente Luciano Toscani, ha formalmente richiesto un nuovo incontro urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere aggiornamenti e risposte sui principali dossier infrastrutturali che interessano il territorio provinciale. «Le istituzioni hanno il dovere di continuare a fare squadra e di mantenere alta l’attenzione su opere che rappresentano una necessità per cittadini e imprese. La Provincia di Cremona continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo di coordinamento e rappresentanza del territorio, lavorando sui fatti e non sulle polemiche».

















