ACQUANEGRA SUL CHIESE – Non esistono le linee guida per il nuovo ponte tra Acquanegra sul Chiese e Calvatone? È da questa affermazione, rilanciata nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra, che prende le mosse la replica del deputato mantovano della Lega Andrea Dara, deciso a “fare chiarezza su fatti verificabili, non su opinioni”.
Secondo Dara, sul ponte che collega Acquanegra sul Chiese e Calvatone “si sta costruendo una polemica artificiosa”. L’infrastruttura sul fiume Oglio, ricorda il parlamentare, ha oltre cent’anni di vita ed è stata chiusa per ragioni di sicurezza emerse dalle verifiche tecniche previste dalla normativa nazionale. “Una condizione – sottolinea – che non nasce oggi, ma è il risultato di decenni di mancata manutenzione strutturale”.
Nel mirino di Dara finiscono le amministrazioni del passato: “Per anni, con Province guidate dal centrosinistra e dal Partito Democratico, infrastrutture strategiche sono state lasciate degradare. Da quando il centrodestra governa la Provincia di Mantova, invece, il tema è stato finalmente affrontato”. Il deputato elenca i passaggi avviati: accordi tra Mantova e Cremona, avvio della progettazione, attribuzione chiara delle competenze e un’interlocuzione costante con gli organismi tecnici nazionali.Sul piano operativo, Dara ribadisce la ripartizione dei ruoli: la Provincia di Cremona è responsabile della progettazione del ponte provvisorio di tipo Bailey, mentre alla Provincia di Mantova spetterà la manutenzione successiva.
Il punto più contestato riguarda però le linee guida. “Non solo esistono – afferma Dara – ma sono state approvate il 18 dicembre dall’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e sono pubblicate sul sito del Ministero delle Infrastrutture”. Da qui l’affondo: “Stupisce che un consigliere regionale continui a sostenere pubblicamente l’assenza di atti che risultano approvati e disponibili. Chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe verificare prima di parlare”.
Per il deputato leghista “non c’è alcun vuoto normativo, nessuna inerzia ministeriale, nessun atto mancante”. Continuare a evocare l’assenza di linee guida, insiste, “significa mistificare i fatti e alimentare polemiche inutili su un tema che richiede serietà”.
Dara chiude richiamando l’urgenza avvertita da cittadini e imprese: “Comprendo la stanchezza del territorio, ma proprio per questo è inaccettabile scaricare responsabilità con dichiarazioni allarmistiche. L’obiettivo è uno solo: completare gli ultimi passaggi tecnici e aprire il cantiere nel più breve tempo possibile, nel rispetto delle regole e della sicurezza. Su questo lavoriamo ogni giorno. La propaganda la lasciamo ad altri”.














