Ponte sull’Oglio, Torchio con l’opposizione incalza la Provincia: interrogazione su ritardi e ristori

MANTOVA – . Due sere fa il confronto pubblico partecipatissimo sul ponte tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese ha sancito ciò che in molti temevano: il cronoprogramma è saltato e una data certa per la riapertura non c’è. Proteste, sfiducia, attività già chiuse. E ora la questione approda ufficialmente in Provincia a Mantova con un’interrogazione firmata dal gruppo consiliare di opposizione Mantova Provincia Unita, con Giuseppe Torchio primo firmatario, per chiedere un intervento deciso e immediato sullo sblocco delle procedure e sui ristori alle attività economiche colpite. Il documento – sottoscritto anche da Elena Betteghella, Maurizio Caristia, Gloriana Dall’Oglio e Francesco Rossi – parte da un dato preciso: l’impegno finanziario di circa 2,5 milioni di euro è stato sviluppato, con risorse garantite dalle Province di Mantova e Cremona e dalla Regione Lombardia per il ripristino del collegamento viario tramite ponte militare Bailey sul fiume Oglio.

Linee guida ferme, lavori bloccati

Il nodo resta la mancata pubblicazione e registrazione delle linee guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 19 dicembre 2025. Un passaggio tecnico-amministrativo che, a distanza di due mesi, non risulta ancora perfezionato, con conseguenze pesanti: senza quell’atto non è possibile procedere con i passaggi operativi necessari alla consegna dei lavori. Nel testo si sottolinea come, in più occasioni, sia stata indicata una riapertura ormai prossima, prospettiva che oggi appare invece sempre più lontana, alimentando inquietudine tra cittadini e operatori economici, molti dei quali – viene evidenziato – stanno progressivamente chiudendo le proprie attività a due anni e otto mesi dall’interruzione della circolazione.

Ristori: il precedente di Casalmaggiore

L’interrogazione richiama anche l’ipotesi, già ventilata nei mesi scorsi, di procedere al ristoro delle attività colpite mutuando la procedura regionale adottata in occasione della chiusura del ponte sul Po di Casalmaggiore. Un modello ritenuto efficace e replicabile. Nel documento si cita inoltre il caso di altre realtà italiane, come la Toscana, dove sono stati recentemente attivati interventi di sostegno per territori penalizzati da analoghe situazioni infrastrutturali. Tre, in sostanza, le domande rivolte al vertice di Palazzo di Bagno:se intenda unire la propria voce per sollecitare la pubblicazione e l’immediata attuazione delle linee guida già approvate a Roma, rappresentando anche alle autorità militari la necessità di un intervento con somma urgenza; se voglia ribadire alla Regione Lombardia l’urgenza di attivare ristori a favore delle attività economiche colpite; se non ritenga opportuno condividere l’iniziativa della Provincia di Cremona, orientata ad anticipare con fondi propri un primo intervento a sostegno delle imprese.

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