Tra due giorni ricorrerà il quattordicesimo anniversario delle violente scosse di terremoto del 29 maggio 2012 che misero definitivamente in ginocchio parte del territorio mantovano, già duramente colpito dal sisma del 20 maggio. E proprio alla vigilia di quella ricorrenza torna ad accendersi lo scontro politico sulla gestione del post terremoto.
A denunciare una situazione di stallo è il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra, che punta il dito contro Regione Lombardia e Governo parlando di “territori lasciati nel limbo burocratico”, con opere pubbliche ancora da completare, imprese in attesa di pagamenti e Comuni senza punti di riferimento operativi. Secondo Carra, conclusa la fase emergenziale e terminata l’attività della Struttura commissariale regionale, da circa sei mesi i territori del cratere sismico sarebbero rimasti senza una gestione chiara della fase transitoria. “Fontana e tutta la sua maggioranza stanno dormendo – attacca il consigliere regionale –. Terminata l’attività della struttura commissariale, i Comuni del Basso Mantovano sono tornati nel limbo burocratico della prima ora. È una vergogna”.
Nel mirino dell’esponente dem ci sono i ritardi nello sblocco delle procedure e dei finanziamenti necessari a completare gli interventi ancora aperti. “I sindaci si facciano sentire, come avvenne nel 2014 quando gli amministratori del territorio protestarono energicamente contro Governo e Regione per la carenza di fondi – sottolinea Carra –. Serve un provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che consenta di sbloccare questa situazione”. Il consigliere regionale evidenzia inoltre come, ad oggi, i Comuni non abbiano ancora un riferimento operativo per gestire le pratiche residue del post sisma. Una situazione che, secondo Carra, starebbe creando difficoltà non soltanto agli enti locali ma anche alle imprese coinvolte nei lavori e alle categorie economiche del territorio, in particolare nel comparto edilizio, dell’artigianato e delle piccole industrie.
“È da sei mesi che i Comuni del cratere si trovano in questo limbo – prosegue – mentre la Regione dovrebbe agire nei confronti del Governo. Che fine hanno fatto i consiglieri regionali e i parlamentari di maggioranza del territorio?”. Sul tema Carra annuncia anche di aver presentato un’interrogazione in Regione Lombardia indirizzata al presidente Attilio Fontana per conoscere quali iniziative siano state intraprese e se vi siano stati confronti con il Ministero competente.

















