BOZZOLO – La scorsa notte è stata completata la spettacolare posa della campata metallica tra la pile 7 e 8 del cavalcavia sovrastante la statale 10 Padana Inferiore (Cremonese) a Bozzolo. Un intervento importante nell’ambito dei lavori per il raddoppio ferroviario, che ha richiesto la chiusura notturna del tratto di strada sottostante all’opera. L’operazione è stata coordinata dal personale della consortile La Bozzoliana (Pizzarotti, Saipem, Icm) che ha in appalto i lavori del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova commissionati da Rete Ferroviaria Italiana, con direzione lavori e sicurezza di Italferr (entrambe società del Gruppo Fs).
Le operazioni si sono svolte regolarmente: “Le opere del raddoppio stanno andando avanti – dice il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio – c’è stata la chiusura momentanea della statale, però in un orario il meno impattante possibile sulla viabilità. Su quest’opera c’è bisogno di remare tutti dalla stessa parte, come si sta facendo, perché si tratta dell’unica che vedremo nei prossimi anni sul nostro scenario. C’è qualcosa di importante sulla Casalmaggiore-Viadana, ci sono impegni sull’Asolana, ma nulla si vede per quanto riguarda la mobilità autostradale o il potenziamento della Padana Inferiore. L’altro giorno c’è stato un incontro importante in Provincia con i rappresentanti a tutti i livelli, i sindaci e Rfi. Abbiamo avuto aggiornamenti sul cronoprogramma degli interventi da Piadena a Mantova, con un quadro temporale definito. Per quanto riguarda gli investimenti, mancano risorse, alcune sono state trovate, altre no”. A quanto pare sono da trovare una ventina di milioni sui 50 complessivi, sulle opere compensative. “La priorità verrà data all’opera funzionale – spiega Torchio -, quelle di contorno saranno completate successivamente”. Sarebbero state trovate con certezza le risorse per quanto riguarda i sottopassi stradale e ciclopedonale concernenti Bozzolo.
Si lavora dunque e si va avanti, anche se non ci sono solo problematiche delle risorse sulle opere accessorie: c’è anche difficoltà a reperire le maestranze. Dei 300 operai prospettati, è stato possibile reclutarne soltanto 150 circa. Servono infatti profili tecnici particolarmente qualificati, una carenza generale comunque in tutto il Paese.
Torchio conclude con un appello, quello riguardante la manutenzione: “Servirà anche un accordo per la gestione successiva dei manufatti realizzati – sottolinea il sindaco -, che hanno bisogno costantemente di manutenzione e che non può essere a carico totale dei comuni, sempre meno dotati di risorse”.
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