Rinaturazione Po, centrati obiettivi PNRR. Nel Mantovano interventi a Viadana, Pomponesco e Suzzara

MANTOVA – Rinaturazione dell’area del Po: AIPo ha raggiunto entro la scadenza del 31 marzo gli obiettivi prefissati dall’investimento previsto dal PNRR – Next Generation EU, Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, componente 4 “Investimenti per contrastare il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico”. Nel Mantovano questi interventi hanno riguardato in particolare le aree di Viadana, Pomponesco e Suzzara.

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), soggetto attuatore dell’Investimento 3.3 M2C4 del PNRR, a poco più di tre anni dalla sottoscrizione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’Accordo operativo, ha completato gli interventi funzionali alla riduzione dell’artificialità dell’alveo di 37 km, raggiungendo così il target richiesto dal PNRR – Next Generation EU.

Il progetto nasce dalla volontà di Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, AIPo e Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto che, attraverso protocolli e intese, finalizzarono nell’estate del 2022 il “Programma di Azione della misura M2C4.3 – Investimento 3.3 “Rinaturazione dell’Area del Po”, programmando interventi di rinaturazione su 56 Aree, distribuite lungo il fiume Po, per un importo di 356 milioni di euro complessivi.

Gli obiettivi del Programma di Azione sono stati identificati nella riduzione dell’artificialità dell’alveo, con l’abbassamento e/o adeguamento di opere idrauliche (difese di sponda nei tratti di monte e “pennelli di navigazione” nei tratti di valle) non più coerenti con l’assetto idraulico del fiume, in attuazione della pianificazione di bacino, con la contestuale apertura di rami secondari (Linea M – Interventi di carattere morfologico); forestazione e lotta alle piante alloctone invasive (Linea R – Interventi di rinaturazione); opere di rafforzamento della funzionalità delle arginature (Linea PT- protezione del territorio).

Nel progettare e realizzare le opere di linea M e R sono state pienamente rispettate le condizioni di sicurezza idraulica, essendo questo un prioritario compito di istituto dell’Agenzia, mentre la linea PT ne è espressa manifestazione in quanto realizza rafforzamenti arginali contro i fenomeni di filtrazione.

Nell’attuazione dell’investimento si sono svolti numerosi incontri e momenti di confronto con gli stakeholders, in particolare le rappresentanze del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste. Sulla base di quanto emerso, sono state apportate modifiche e integrazioni ai progetti inizialmente predisposti.
Nel corso dei lavori sono stati promossi da AIPo incontri pubblici nel territorio.
Le attività svolte, per la loro complessità, estensione e numerosità, hanno richiesto un intenso impegno delle strutture tecniche dell’Agenzia, così come di quelle amministrative.

I target assegnati ad AIPo, stabiliti dall’ Accordo operativo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono stati i seguenti: ridurre l’artificialità dell’alveo del Po per un’estensione di 13 km entro fine dicembre 2024 e per 37 km entro la fine di marzo 2026.
Per tali ragioni, sono stati selezionati e approvati, rispetto all’insieme delle 56 schede (aree di intervento) indicate nel Programma di Azione, due stralci prioritari.

Il primo stralcio ha riguardato gli interventi delle schede 6 (Camino, Pontestura, Morano sul Po, Coniolo – Piemonte), 8 (Bassignana, Piemonte), 27 (Roccabianca, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo – Emilia-Romagna/Lombardia), 32 (Sorbolo Mezzani, Viadana – Emilia-Romagna/Lombardia), 33 (Viadana, Brescello, Boretto – Lombardia/Emilia-Romagna).

Il secondo stralcio ha interessato gli interventi delle schede 18 (Castelnuovo Bocca d’Adda, Crotta d’Adda, Monticelli d’Ongina – Lombardia/Emilia-Romagna), 22 (Stagno Lombardo, Villanova d’Arda, Polesine Zibello – Lombardia/Emilia-Romagna), 23 (Stagno Lombardo, Polesine Zibello – Lombardia/Emilia-Romagna), 25 (Pieve d’Olmi, Polesine Zibello – Lombardia/Emilia-Romagna), 26 (San Daniele Po, Polesine Zibello, Roccabianca – Lombardia/Emilia-Romagna), 34 (Boretto, Gualtieri, Viadana, Pomponesco – Emilia-Romagna/Lombardia), 35 (Gualtieri – Emilia-Romagna), 37 (Suzzara, Viadana – Lombardia).

Da evidenziare che l’investimento di linea R prevede, dopo il completamento dell’impianto, anche le attività di manutenzione colturale delle essenze piantumate per una durata di cinque anni.

Accanto alle schede più squisitamente finalizzate alla transizione ecologia, sono stati richiesti dal territorio in fase di redazione del Piano di Azione anche interventi della linea PT, riguardanti la riduzione del rischio idraulico.

Anche questo stralcio è stato progettato e avviato e comprende le schede n. 16 (Caselle Landi, Piacenza – Lombardia/Emilia-Romagna), 49 (Corbola, Papozze – Veneto), 52 (Porto Tolle, Porto Viro – Veneto), e 55 (Santa Giustina, Mesola, Goro- Emilia-Romagna/Veneto). La conclusione di questi lavori è prevista entro l’estate 2026.

“Il raggiungimento dei target previsti dal PNRR per la rinaturazione dell’area del Po rappresenta un traguardo importante e doveroso, in linea con gli impegni assunti e con le scadenze stabilite a livello europeo – ha affermato Elisa Venturini, Presidente del Comitato di Indirizzo AIPo e assessore all’Ambiente della Regione Veneto. – Ringrazio la struttura tecnica e amministrativa di AIPo per il lavoro svolto, che ha consentito di conseguire questo risultato. Le attività sono state condotte mantenendo come riferimento prioritario la sicurezza idraulica e attraverso un confronto costante con i territori interessati.
L’Agenzia proseguirà nelle fasi successive dell’investimento, con l’obiettivo di completare gli interventi previsti e consolidare i benefici ambientali e territoriali connessi al progetto.”

“Un risultato importante, che dimostra come la collaborazione tra istituzioni e territori possa produrre risultati concreti in tempi certi, garantendo sia sicurezza idraulica che tutela ambientale. Il raggiungimento dei target del PNRR sulla rinaturazione del Po rappresenta un passo avanti significativo nella direzione di uno sviluppo sostenibile, capace di ridurre il rischio idrogeologico e allo stesso tempo restituire valore ecologico a uno dei principali ecosistemi del nostro Paese – ha detto Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna – CdI AIPo -. Come Regione Emilia-Romagna esprimiamo soddisfazione per il lavoro svolto da AIPo e da tutti i soggetti coinvolti; un impegno condiviso orientato alla tutela del territorio e all’innovazione ambientale.”

“Il raggiungimento degli obiettivi del PNRR sulla rinaturazione del Po dimostra che, quando le istituzioni lavorano insieme in modo concreto, si ottengono risultati veri e misurabili – ha sottolineato Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia – CdI AIPo -. Parliamo di interventi che coniugano tutela ambientale e sicurezza del territorio, riducendo la pressione sull’alveo del fiume e rafforzando la capacità di risposta delle nostre comunità. Regione Lombardia continuerà a sostenere con determinazione questo percorso, valorizzando il dialogo con i territori e garantendo che ogni azione sia orientata a uno sviluppo sostenibile e alla difesa del suolo.”

“Non si può che esprimere piena soddisfazione per il risultato raggiunto, specie dopo aver superato le prime difficoltà di relazione con gli stakehoders che, in fase iniziale, avevano manifestato contrarietà a prescindere agli interventi. Il dialogo con tutti gli attori territoriali coinvolti e l’appoggio delle Regioni e degli Enti locali ci ha spronato ad andare comunque avanti ed i risultati ci hanno dato ragione – ha concluso Gianluca Zanichelli – Direttore di AIPo -. Un grande elogio va sicuramente tributato alla RUP dell’intervento, Ing. Mirella Vergnani ed alla sua squadra che, senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità, ha lavorato, spesso giorno e notte, sabato e domenica compresi, per rispettare le scadenze. Così come a tutto il personale dell’Agenzia, a vario titolo coinvolto nel procedimento, dalla comunicazione al protocollo, che ha portato, con un grande lavoro di squadra, a questo ottimo risultato che dà lustro a tutta la struttura. L’auspicio che esprimo è che le opere realizzate possano avere una lunga vita e che quindi, a differenza di come spesso purtroppo accade, ai finanziamenti per la realizzazione ne seguano adeguati, corrispondenti, per la loro manutenzione”.