San Benedetto, il comitato “Vogliamo il Ponte” scrive ai sindaci: “Serve la passerella per ridurre al minimo chiusure e danni economici”

SAN BENEDETTO – Completare il progetto con la passerella, così come era stato preventivato: è questa la richiesta del comitato “Vogliamo il ponte” di San Benedetto. “Sarebbe l’unico modo equo di portare a compimento la vicenda” dicono gli esponenti del comitato, che ieri sera hanno inviato una lettera ai sindaci del territorio, esponendo le loro perplessità riguardo progetti alternativi o all’erogazione semplice di ristori. La lettera fa seguito a quelle spedite ai vertici provinciali e regionali, e alla ditta Toto. Secondo il comitato, che cita delle stime economiche, in 12 anni i danni al territorio sono stati di oltre 360 milioni di euro, calcolando inoltre altri tre mesi al minimo di chiusura, come paventato, oltre ai danni ai privati, si arriverebbe a quasi 368 milioni.

“A dicembre 2020 grazie al vostro fondamentale intervento – si legge nella missiva -, 5.4 milioni di Euro destinati al cratere terremoto sono stati convogliati al Ponte di San Benedetto Po per renderlo totalmente antisismico, con il vostro gesto avete rimarcato l’importanza di questa arteria stradale per tutto il Mantovano. Oggi, purtroppo, a distanza di oltre un anno, il contratto per la realizzazione del tratto di golena non è ancora stato firmato e i motivi sono difficilmente capibili visto che a ottobre 2021 la Provincia comunicava l’imminente sigla dell’accordo. Lo scenario internazionale ha complicato ulteriormente la situazione, portando al noto rincaro dei prezzi del materiale, ma ci chiediamo, se il contratto fosse stato firmato per tempo, oggi avremmo questo problema?
La soluzione, secondo la Provincia, per arrivare alla firma sembra l’eliminazione dei costi della passerella (Euro 1.375.000) per rientrare nella normativa di variante al contratto originario, normativa del 2006, superata dal codice degli appalti del 2016. Non realizzare la passerella comporterebbe un’interruzione al traffico da 30 giorni ad almeno 100, perché usiamo il termine “almeno”, perché l’unica certezza sarà la data di chiusura del vecchio ponte. E, purtroppo, durante il varo delle due arcate abbiamo già visto come gli imprevisti abbiano cambiato i tempi e programmi. La chiusura non solo sarà un danno ai cittadini, imprese e territorio, ma significherà isolamento totale, anche ai mezzi di soccorso.
Per compensare i danni, si parla di gratuità del tratto autostradale Pegognaga-Mantova Sud ma sappiamo benissimo che questo non sarebbero vero aiuto, perché non considera che gran parte dell’utenza esce a Mantova Nord. Se tutti uscissero a Mantova Sud si andrebbero ad intasare vie già congestionate dal traffico, pensiamo che il beneficio della gratuità del tratto verrebbe annullata da tempi di percorrenza più lunghi e dalla maggior spesa per il carburante, inoltre ci chiediamo con che metodo si potrà attivare la gratuità del tratto per riuscire a riconoscerlo a tutti i cittadini? Per quanto riguarda le attività commerciali ed imprese è nostra opinione che la perdita di clienti non sarà mai ripagabile in alcun modo. La passerella crediamo sia l’unica soluzione per ridurre al minimo i danni della chiusura. Come il vostro intervento è stato importante nel 2020, vorremmo vi faceste anche oggi portavoce di questa necessità e chiedeste a Provincia, Regione e Toto Costruzioni di lavorare insieme per trovare la soluzione normativa per realizzare il progetto come studiato lo scorso anno”.