San Benedetto Po, Toto deve riprendere i lavori entro il 14 settembre. Il giudice accoglie integralmente il ricorso della Provincia

Urbani insieme al presidente della Provincia Morselli in una conferenza stampa

SAN BENEDETTO PO – I lavori del nuovo ponte di San Benedetto Po dovranno riprendere entro il 14 settembre. Il giudice ha infatti accolto integralmente il ricorso della Provincia contro Toto e quindi il cantiere dovrà al più presto riaprire.
Una vittoria dunque a trecentosessanta gradi quella di Palazzo di Bagno che nelle scorse settimane si era costituito nel giudizio promosso da Toto Costruzioni per l’accertamento della legittimità della sospensione dei lavori ex art 1460 c.c., chiedendo il rigetto della domanda e chiedendo, in via riconvenzionale, la condanna dell‘impresa all’adempimento del contratto e quindi alla ripresa dei lavori.
Per anticipare gli effetti della domanda ricordiamo era stato depositato dalla Provincia un ricorso cautelare urgente ex art. 700 c.p.c. in corso di causa per ottenere l’ordine immediato di riapertura incondizionata del cantiere e di ripresa immediata dei lavori per la prosecuzione sino al completamento senza interruzioni.
Dunque Toto dovrà riprendere i lavori che erano stati sospesi con tanto di ricorso giudiziario dell’impresa nei confronti dell’Amministrazione Provinciale. A quest’ultima veniva contestata innanzitutto la valutazione della caserma dei carabinieri di via Chiassi. Il bando per la gara d’appalto prevedeva infatti che la Provincia cedesse a chi si fosse aggiudicato i lavori la proprietà dell’immobile, valutato 3 milioni e 800 mila euro. Cifra che andavano ad aggiungersi ai 30 milioni di euro stanziati dalla Regione.
Toto contestava che, non avendo Palazzo di Bagno rinnovato il contratto d’affitto con il Ministero, l’immobile oggi ha perso parte del suo valore. L’azienda, di cui non sono nuovi i problemi di liquidità, reclamava quindi i 3 milioni e 800 mila euro in denaro.

Dall’altra parte la Provincia aveva invece sempre sostenuto che non si poteva cambiare un contratto frutto di una regolare gara d’appalto che Toto aveva regolarmente firmato. Questo avrebbe voluto dire modificare a posteriori un bando di gara, a cui avevano anche partecipato altri soggetti, e ciò è ovviamente vietato per legge.
Questa tesi è sempre stata sostenuta tanto dal presidente Beniamino Morselli, che l’ha anche ribadita nell’ultimo incontro convocato dalla Regione, quanto dal dirigente dell’Area Infrastrutture e trasporti della Provincia Giovanni Urbani, che in questi anni non ha mai mollato il pressing su Toto affinchè venisse completato il ponte e il territorio mantovano potesse finalmente avere un’opera fondamentale per le imprese come per l’intera comunità di tutto l’oltrepò.

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