MANTOVA – Per aiutare gli anziani a orientarsi tra i nuovi servizi della sanità territoriale, il Club delle Tre Età ha promosso un incontro sulla Casa di Comunità del Carlo Poma. L’incontro informativo dal titolo: “Case di Comunità: aggiornamenti 2026, cosa sono e come fare?” è stato introdotto dal presidente del Club delle Tre Età Luciano Tonelli che ha presentato i relatori per fare chiarezza su una realtà sanitaria di prossimità ancora poco conosciuta dalla popolazione anziana del territorio. All’incontro hanno preso parte Alessia Sempreboni, responsabile Promozione della Salute di ASST Mantova, Barbara Gerola, responsabile amministrativa, Claudio Carretta, medico di medicina generale, e Moreno Benedini, volontario del Club delle Tre Età.
“C’è ancora molta disinformazione sulla Casa di Comunità – ha sottolineato Luciano Tonelli – per questo abbiamo organizzato questo momento di confronto e nei primi dieci giorni di novembre formeremo un gruppo di anziani per visitarla di persona. La situazione nei quartieri è complessa: vi è un’alta prevalenza di anziani e molte situazioni di fragilità sociale, economica e sanitaria che richiedono un coordinamento efficace“. La Casa di Comunità è un punto di riferimento importante per la salute che conta anche su una responsabile amministrativa per la gestione delle pratiche burocratiche e di una psicologa di comunità, figura nuova per gestire le situazioni di cronicità o di fragilità. 
Nel corso dell’incontro sono state illustrate la struttura e le funzioni della Casa di Comunità, inaugurata lo scorso maggio all’interno del presidio ospedaliero “Carlo Poma”. Questa nasce come punto d’integrazione tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale, attiva per garantire continuità assistenziale, anche nei giorni festivi, nei fine settimana e in orario notturno attraverso il numero unico 116117. Si contatta la Continuità Assistenziale (il vecchio medico di guardia), in assenza di sintomi gravi e di pericolo di vita. Il servizio è utile per avere risposte immediate, ed eventualmente proseguire con il proprio percorso di cura oppure, nel caso sia ritenuto necessario, ottenere un appuntamento presso un padiglione ospedaliero ed anche avere un medico al proprio domicilio. Consente di orientare il cittadino ed evitare accessi impropri al Pronto Soccorso per problematiche non urgenti.
All’interno dell’ospedale i servizi sono distribuiti tra la Palazzina 1B, Continuità Assistenziale (ex guardia medica), la Palazzina 2 con cure domiciliari, ambulatorio di Psicologia delle Cure Primarie e Servizio Sociale Integrato, Palazzina 10, con Servizio infermieristico (anche a domicilio), ambulatori specialistici, sportello per le cronicità, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.















