Sant’Andrea da record: oltre un milione di visitatori in un anno, 40mila alla cupola

MANTOVA – Un fiume continuo di visitatori nei fine settimana, gruppi di turisti, pellegrini, devoti della reliquia del Preziosissimo Sangue e appassionati del Rinascimento: la basilica di Sant’Andrea si conferma uno dei luoghi più amati e frequentati di Mantova. La chiusura del Giubileo della Speranza e il termine delle celebrazioni natalizie consentono anche di fare un bilancio: dal 28 dicembre 2025 all’Epifania 2026 sono entrate in basilica più di un milione di persone. Il record di presenze, più che raddoppiato rispetto agli anni precedenti, intuibile ad occhio, è confermato con precisione matematica dai contapersone collocati sugli stipiti delle porte minori.

IL RETTORE DON STEFANO SAVOIA: “DAI NUMERI NUOVO SLANCIO A TURISMO E CULTO DEI SACRI VASI”

“Il risultato è davvero confortante e ci sprona a continuare il lavoro di valorizzazione della basilica nelle due prospettive principali: quella della fruizione turistico-culturale e quella del luogo di culto nato per custodire e far “vedere el sangue di Cristo” secondo le intenzioni dell’Alberti -sottolinea il rettore della basilica don Stefano Savoia – Il dato numerico è impressionante ma va interpretato: tiene conto di tutti coloro che sono entrati in basilica, per i più svariati motivi, dai mantovani che passano in basilica per tagliare il percorso piazza Alberti – piazza Mantegna, ai devoti che accendono un lumino e dicono una preghiera, ai turisti, pellegrini, gruppi, scolaresche. A questi però vanno aggiunti tutti coloro che sono entrati per la porta maggiore, che non ha sensori, e coloro che sono passati davanti ai contapersone molto ravvicinati, facendo segnare una sola unità.”

Sedcondo la diocesi sono molteplici i fattori che hanno portato a questo risultato straordinario. “In generale va considerata la crescita del turismo e delle presenze in città per il lavoro eccellente delle istituzioni, per gli investimenti nel settore della cultura. Poi ci sono fattori più specificatamente legati alla riorganizzazione dei servizi in basilica, come l’orario continuato e l’offerta di percorsi artistici: la salita alla cupola, in primis, che consente di godere di una spettacolare vista sulla città, dal dicembre del 2025 ha contato più di 40.000 ingressi. Ma è soprattutto da valutare positivamente il rilancio della reliquia dei Sacri Vasi: l’erezione della basilica a santuario del Preziosissimo Sangue non è stato solo un atto giuridico/canonico ma ha recuperato e sottolineato l’originaria spiritualità che si vive in questa chiesa” spiega una nota.

DAI VOLONTARI AI MEDIA: LA STRATEGIA CHE HA RILANCIATO SANT’ANDREA 

“La decisione di aprire la cripta ogni giorno e mostrare i reliquiari protetti dalle inferriate è resa possibile da molti volontari che sorvegliano il luogo e aiutano a mantenere un clima di silenzio e raccoglimento. La scelta, inoltre, di identificare Sant’Andrea come unica chiesa giubilare ha portato tanti “Pellegrini di Speranza”. Dalle comunità della Diocesi, che coi loro parroci si sono riappropriate della basilica come spazio celebrativo, alle tante istituzioni e associazioni che, con i tavoli diocesani, hanno organizzato eventi giubilari per specifiche categorie di persone. Infine, è stata determinante la comunicazione, con una corretta rilettura della storia della basilica, della reliquia e uno storytelling coinvolgente. Il sostegno di giornalisti, scrittori, reporter e fotografi, ha portato molta visibilità mediatica a Sant’Andrea, su testate e programmi televisivi locali, nazionali e internazionali” spiegano sempre dalla diocesi.

IL VESCOVO MARCO BUSCA CONFERMA: “SACRI VASI VISIBILI OGNI GIORNO ANCHE NEL 2026”

“Per la preghiera la cripta della basilica-santuario sarà raggiungibile tutti i giorni anche per il 2026, nelle ore pomeridiane. Si potranno venerare i Sacri Vasi secondo la modalità attuata nei meni scorsi: rimarranno nella cassaforte ma ben visibili – dichiara il vescovo di Mantova Marco Busca – La frequentazione continua di fedeli (soprattutto mantovani nei giorni feriali e forestieri nei festivi), il cospicuo numero di gruppi che chiedono di celebrare, le intenzioni di preghiera che stiamo raccogliendo nella teca collocata in cripta, ci hanno portato a maturare questa decisione. Il “sensus fidei” del popolo riconosce nella reliquia non solo una pia tradizione del Venerdì Santo, ma un’efficace sintesi del Vangelo e della fede cristiana”.