MANTOVA – “A Mantova è accaduto un fatto grave: un soggetto irregolare, già destinatario di un ordine di espulsione, ha creato allarme e paura. È giusto, doveroso, pretendere che chi non ha titolo per restare in Italia venga rimpatriato davvero, non lasciato libero con un foglio in tasca. Ed è proprio per questo che stona – e parecchio – l’uscita del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, che invoca “espulsioni vere ed effettive” come se il problema fosse nato ieri e non fosse invece sotto gli occhi di tutti da anni”. A parlare è il deputato mantovano della Lega Andrea Dara che risponde così all’intervento di Palazzi sulla necessità di provvedere al più presto con una espulsione reale nei confronti dello straniero che ha seminato il panico in città, non limitandosi ai soli fogli di via come troppo spesso accade.
Dara risponde a Palazzi: Espulsioni ‘vere’: ecco i numeri che smascherano l’indignazione selettiva”
“Quando si parla di sicurezza, non servono slogan né post indignati. Servono memoria, coerenza e numeri. I numeri, purtroppo per qualcuno, sono molto chiari. Infatti, nei periodi in cui il centrosinistra ha governato il Paese o ne ha rappresentato l’asse politico – 2016-2017 e 2020-2021 – in Italia sono arrivate circa 401.000 persone attraverso la rotta migratoria irregolare. Nello stesso arco di tempo, i rimpatri forzati effettivamente eseguiti sono stati circa 19.400. Il risultato è secco: meno del 5%. Eppure, in quegli anni, nessuna emergenza sicurezza quotidiana, nessuna denuncia delle espulsioni inefficaci, nessun allarme pubblico. Il problema c’era già, ma non conveniva parlarne” spiega Dara.
“Poi cambia il governo e, improvvisamente, la scoperta: le espulsioni ‘non devono restare sulla carta’. Una rivelazione tardiva, ma utile, se messa accanto ai dati. Nei periodi di governo del centrodestra – 2018-2019 e 2023-2024 – gli arrivi complessivi scendono a circa 257.500, 143.500 in meno, pari a una riduzione del 36%. Nello stesso periodo, i rimpatri forzati effettivamente eseguiti salgono a circa 23.000. In proporzione agli arrivi, la percentuale di rimpatrio sale così a quasi il 9%, praticamente il doppio rispetto ai periodi di governo del centrosinistra” prosegue Dara. “Insomma, meno arrivi, più rimpatri reali. Numeri incontrovertibili. È qui che cade il velo. Perché chiedere espulsioni efficaci è sacrosanto, ma scoprirle solo quando il proprio partito è all’opposizione nazionale è pura convenienza politica. Se oggi le “espulsioni sulla carta” sono uno scandalo intollerabile, a maggior ragione lo erano anche quando sbarcavano centinaia di migliaia di persone e meno del 5% veniva rimpatriato, nel silenzio di chi oggi si erge a paladino della sicurezza” commenta Dara.
Cappellari: Per la sinistra la sicurezza vale solo tre mesi prima delle votazioni
Sullo stesso tema interviene anche il consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari che dichiara: “L’ennesimo grave episodio di violenza avvenuto in pieno centro a Mantova, che ha visto un extracomunitario seminare il panico tra i cittadini, è la fotografia impietosa di una città lasciata sola e di un’amministrazione comunale che per undici anni ha colpevolmente ignorato il tema della sicurezza” “Per questo, fa francamente sorridere, se non indignare, dover leggere oggi le dichiarazioni del sindaco Mattia Palazzi, che punta il dito contro il Governo di centrodestra e arriva persino a scrivere al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, fingendo una preoccupazione che non ha mai avuto. Per oltre un decennio, infatti, Palazzi ha snobbato il problema sicurezza, minimizzando, negando l’evidenza, arrivando a descrivere Mantova come una città ‘tranquilla’, mentre i cittadini segnalavano degrado, violenza e insicurezza crescente. Ricordiamo bene come abbia costantemente sostenuto senza esitazioni le politiche di finta inclusione del Partito Democratico, quelle che hanno prodotto il caos che oggi tutti vediamo, oltre ad aver sempre bollato il centrodestra come il partito dei ‘brutti e cattivi’” spiega Cappellari.
“Quando Matteo Salvini era Ministro dell’Interno, Palazzi e il suo partito si trovavano dall’altra parte della barricata, contestando apertamente i Decreti Sicurezza e le politiche di contrasto all’immigrazione illegale e di rimpatrio. Oggi, con una faccia tosta incredibile, chiedono proprio ciò che ieri osteggiavano. Ma i numeri parlano chiaro: quanti rimpatri ha fatto il Partito Democratico quando era al governo? I dati smentiscono clamorosamente la narrazione del Sindaco” aggiunge Cappellari. “Anche il tardivo rafforzamento della Polizia Locale in alcuni punti della città non nasce da una reale convinzione dell’Amministrazione, ma dalle continue sollecitazioni e denunce del centrodestra. Oggi, guarda caso in piena campagna elettorale, Palazzi si riscopre improvvisamente paladino della sicurezza. È un copione già visto, che non inganna più nessuno. Il Sindaco dovrebbe avere almeno l’onestà intellettuale ed il buon senso di chiedere scusa ai mantovani per come ha ridotto la città e per aver ignorato per anni un problema che oggi si riversa direttamente sulla comunità” conclude Cappellari.














