Un Fondo unico nazionale per la sicurezza delle città, più agenti e una presenza costante sul territorio, in particolare di notte, con almeno una volante o radiomobile ogni 25 mila abitanti. Sono queste le richieste messe nero su bianco dai sindaci dei Comuni capoluogo, riunitisi a Roma per avviare il percorso verso un nuovo Patto nazionale per la sicurezza.
All’incontro, svoltosi in occasione della Consulta Anci dei Comuni capoluogo, ha partecipato anche il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, vicepresidente nazionale di Anci. I primi cittadini hanno ribadito con chiarezza che l’ordine pubblico e la sicurezza restano una competenza primaria dello Stato, ma hanno al tempo stesso evidenziato come siano le amministrazioni locali a raccogliere ogni giorno il disagio e le richieste dei cittadini, spesso senza disporre di strumenti e risorse adeguate.
Da qui la richiesta di un cambio di passo strutturale nelle politiche per la sicurezza urbana, fondato su una collaborazione più solida e continuativa tra Comuni, Governo e Ministero dell’Interno. L’incontro, coordinato dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, ha rilanciato la necessità di un Fondo unico nazionale stabile per le assunzioni e la formazione della polizia locale e al rafforzamento del presidio del territorio. I sindaci hanno inoltre richiamato l’attenzione sul progressivo indebolimento degli organici: dal 2009 a oggi il personale della polizia locale è diminuito da circa 60 mila a 48 mila unità. Per tornare a livelli considerati adeguati e garantire risposte concrete ai cittadini, sarebbero necessari investimenti stimati in almeno 500 milioni di euro. Parallelamente, Anci ha sottolineato la necessità di un investimento deciso anche su questure, carabinieri e guardia di finanza, sia in termini di organici sia di mezzi, per assicurare una presenza visibile e costante dello Stato sul territorio.
Il Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città prevede inoltre il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, comprese le bodycam, e l’attivazione di azioni mirate di prevenzione. Tra le priorità figurano il contrasto alla devianza giovanile e alla cosiddetta “mala movida”, oltre a interventi sulle marginalità sociali, sulle dipendenze e sul disagio psichico. Il percorso avviato a Roma rappresenta il primo passo di un confronto che proseguirà nei prossimi mesi e che culminerà in un appuntamento nazionale con tutti i sindaci italiani, durante il quale Anci presenterà al Governo la proposta definitiva del nuovo Patto nazionale per la sicurezza urbana.














