Solidarietà senza confini: San Giorgio Bigarello accoglie bambini saharawi e studenti ucraini

San Giorgio Bigarello apre le porte a dieci bambini di 11 anni appartenenti al popolo Saharawi, ospitati dall’Associazione Fadel Ismail odv, e a quattro studenti ucraini dell’Università Cattolica di Leopoli.
I bambini del Saharawi sono stati ricevuti oggi pomeriggio nella sede del Comune, in piazza della Repubblica, per il saluto di benvenuto del sindaco Davide Dal Bosco, dell’assessore al Welfare Mauro Caffarra, insieme ad altri assessori e ai rappresentanti delle associazioni e degli enti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, tra cui la Fondazione Comunità Mantovana.
Ospite dell’incontro è stata anche Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario, il movimento politico che rappresenta il popolo sahrawi e rivendica l’indipendenza del Sahara Occidentale. L’esponente politica ha ricordato che il progetto è iniziato 44 anni fa ed ha portato in Italia fino ad ora 15 mila bambini. Ha parlato anche Omar Hassan, un altro esponente del Fronte Polisario. “Questa cerimonia – ha ribadito Dal Bosco – rappresenta un momento importante per la comunità locale, che rinnova il proprio impegno nell’accoglienza e nella solidarietà internazionale, abbracciando giovani provenienti da due realtà diverse ma accomunate dal bisogno di sostegno e dalla ricerca di opportunità di crescita e speranza”.
I bambini Saharawi sono arrivati con circa altri 100 loro coetanei con un charter proveniente dalla città algerina di Tindouf. Sono accompagnati da due adulti connazionali. Rimarranno fino al 19 luglio, nella canonica della chiesa della frazione di Villanova Maiardina che è stata messa a disposizione dalla Parrocchia. I piccoli nordafricani vivono nei campi profughi della popolazione Saharawi situati nel deserto algerino dell’Hammada, un territorio inospitale, privo di acqua e molto caldo in estate. La popolazione residente nei campi profughi Saharawi del deserto algerino, è stimata attorno alle 200.000 persone. Sopravvivono grazie agli aiuti alimentari distribuiti dalla Croce Rossa araba e forniti da Onu, Unicef, Unhcr. Una recente indagine ha rivelato che il 13 per cento della popolazione è malnutrita.
Gli organizzatori hanno riferito che lo scopo del soggiorno è principalmente di carattere sanitario: durante il periodo in Italia i bambini riceveranno una alimentazione ricca di vitamine e saranno sottoposti ad una serie di accurati esami medici presso l’ospedale di Mantova volti a individuare e curare eventuali patologie che dovessero essere riscontrate.

A San Giorgio Bigarello sono in arrivo anche i giovani universitari ucraini in seguito al gemellaggio storico che unisce da 26 anni la Diocesi mantovana e quella di Leopoli. Si tratta di un legame che non si è mai interrotto, nemmeno in questi ultimi anni di guerra. Il conflitto bellico, in realtà, ha rafforzato la collaborazione che è cresciuta negli anni durante l’estate grazie al contributo di tanti volontari. L’aiuto ha riguardato l’insegnamento, l’accoglienza e l’ospitalità. Quest’anno, in tutta la provincia di Mantova, sono arrivati 12 studenti ucraini dell’Università Cattolica di Leopoli, in questi giorni sono ospiti delle comunità di Suzzara, Castel Goffredo e San Giorgio Bigarello.
I giovani hanno potuto fare diverse esperienze sul territorio, incontrare i giovani del gruppo scout Agesci Mantova 9 e studiare la lingua italiana. All’insegnamento si sono dedicati alcuni docenti volontari che hanno tenuto le loro lezioni negli spazi del Centro Culturale Frida Kahlo, concessi dal Comune.
Nel tardo pomeriggio i giovani del Saharawi sono stati ospiti nella sede della Provincia dove sono stati ricevuti dal presidente Carlo Bottani.

Fiorenzo Cariola