MANTOVA – Diminuiscono gli incidenti, calano i feriti e, soprattutto, si riduce sensibilmente il numero delle vittime, che tornano ai minimi storici toccati nel 2023. Dopo un 2024 segnato da un preoccupante aumento della mortalità stradale, il 2025 restituisce una fotografia meno drammatica delle strade mantovane. Ma dietro il miglioramento dei numeri rimane una realtà che non consente di abbassare la guardia: 19 persone hanno perso la vita in incidenti stradali nel Mantovano, vale a dire, in media, una ogni 19 giorni. E nonostante il calo dei decessi, il territorio continua a presentare un tasso di mortalità superiore alla media lombarda.
È quanto emerge dai dati ACI-Istat relativi al 2025, aggiornati con il dettaglio provinciale lo scorso 15 ottobre. Un quadro che permette di confrontare l’andamento della sicurezza stradale con quello dell’anno precedente e di collocare Mantova rispetto alle altre undici province della Lombardia.
NEL MANTOVANO OTTO VITTIME IN MENO E QUASI CENTO INCIDENTI EVITATI
Nel 2025, sulle strade della provincia di Mantova si sono verificati 966 incidenti con lesioni a persone, che hanno provocato 19 morti e 1.299 feriti. Il confronto con il 2024 evidenzia un miglioramento su tutti e tre gli indicatori: gli incidenti erano stati 1.064, le vittime 27 e i feriti 1.417.
In un solo anno, dunque, si sono registrati 98 sinistri in meno, pari a una diminuzione del 9,2%, mentre i feriti sono scesi di 118 unità, con una flessione dell’8,3%. Ancora più marcata la riduzione della mortalità: otto decessi in meno, corrispondenti a un calo del 29,6%.
È un’inversione di tendenza significativa, soprattutto considerando quanto era accaduto nel 2024, quando le vittime erano aumentate del 42,1% rispetto all’anno precedente, passando dalle 19 del 2023 alle 27 del 2024. Il 2025 riporta quindi il numero dei morti allo stesso livello di due anni prima, interrompendo almeno temporaneamente quella crescita che aveva destato forte preoccupazione.
La diminuzione degli incidenti è altrettanto rilevante: mediamente, nel 2025, si sono verificati circa 2,6 sinistri con feriti al giorno, contro i 2,9 dell’anno precedente. Un andamento che suggerisce un miglioramento complessivo, anche se le oscillazioni annuali, soprattutto quando riguardano un numero relativamente contenuto di vittime, devono essere interpretate con prudenza e non bastano da sole a dimostrare un cambiamento strutturale della sicurezza stradale.
LA LOMBARDIA VA IN DIREZIONE OPPOSTA: PIÙ INCIDENTI E PIÙ FERITI
Il risultato mantovano assume particolare significato nel confronto con la Lombardia, dove la situazione appare più contraddittoria. Nel 2025, infatti, gli incidenti stradali con lesioni sono aumentati, passando dai 30.068 del 2024 ai 30.722 del 2025, con una crescita del 2,2%. Sono aumentati anche i feriti, da 38.969 a 39.958, pari al 2,5% in più.
È diminuito, invece, il numero dei morti: 347 contro i 383 dell’anno precedente, con 36 vittime in meno e una riduzione del 9,4%.
Mantova si distingue dunque per un andamento migliore rispetto alla media regionale. Non soltanto per la flessione dei decessi, proporzionalmente più marcata, ma soprattutto perché è una delle province nelle quali si riducono contemporaneamente incidenti, vittime e feriti.
Anzi, con il suo -9,2%, Mantova registra la diminuzione percentuale degli incidenti più consistente tra tutte le dodici province lombarde. Anche per quanto riguarda la mortalità, il miglioramento è tra i più significativi: soltanto Monza e Brianza, con una flessione del 30%, presenta una riduzione percentuale leggermente superiore al -29,6% mantovano.
IL CONFRONTO TRA LE PROVINCE: BRESCIA E BERGAMO IN CONTROTENDENZA
La graduatoria lombarda delle vittime evidenzia differenze importanti. Milano rimane la provincia con il maggior numero di morti sulle strade, 71 nel 2025, ma registra una sensibile diminuzione rispetto ai 90 del 2024. Seguono Brescia, con 65 vittime contro le 56 dell’anno precedente, e Bergamo, dove i decessi salgono da 49 a 54.
Proprio Brescia e Bergamo rappresentano due delle situazioni più preoccupanti, perché la mortalità aumenta in controtendenza rispetto all’andamento complessivo della Lombardia. Nel Bresciano crescono anche gli incidenti, da 2.949 a 3.117, e i feriti, da 3.960 a 4.249. Nel Bergamasco, invece, i sinistri diminuiscono da 2.997 a 2.916, ma le vittime aumentano di cinque unità.
La provincia di Pavia registra 29 morti, contro i 32 del 2024, mentre Como scende da 32 a 26. Seguono Cremona, con 23 vittime rispetto alle 26 precedenti, e Varese, che passa da 26 a 22.
Mantova, con i suoi 19 decessi, occupa quindi l’ottavo posto nella graduatoria regionale per numero assoluto di vittime, davanti a Monza e Brianza, che scende da 20 a 14, Lecco, stabile a 11, Sondrio, in aumento da 6 a 7, e Lodi, dove i morti passano da 8 a 6.
Particolarmente interessante il confronto con le province confinanti. A Cremona, pur diminuendo i morti da 26 a 23, gli incidenti aumentano del 9,1%, passando da 930 a 1.015, e i feriti crescono da 1.221 a 1.383. Anche Pavia, nonostante una riduzione delle vittime, registra un incremento degli incidenti e dei feriti. Mantova, invece, mostra una diminuzione generalizzata.
MORTALITÀ, MANTOVA RESTA SOPRA LA MEDIA REGIONALE
La graduatoria cambia sensibilmente se, anziché considerare soltanto il numero dei morti, si mette la mortalità in rapporto alla popolazione residente.
Con 19 vittime su 407.744 abitanti, Mantova presenta un tasso di 4,7 morti ogni 100mila residenti, superiore alla media lombarda, che si attesta a circa 3,5. Un dato che colloca il Mantovano al quinto posto tra le province della regione per mortalità rapportata alla popolazione.
La situazione più critica, secondo questo indicatore, riguarda Cremona, con circa 6,5 morti ogni 100mila abitanti. Seguono Pavia con 5,4, Brescia con 5,1 e Bergamo con 4,8. Subito dopo si colloca Mantova, che precede Como, ferma a circa 4,3.
Valori decisamente inferiori si registrano a Milano, con 2,2 vittime ogni 100mila abitanti, e a Monza e Brianza, con 1,6.
Un altro indicatore utile è quello della mortalità ogni mille incidenti. In provincia di Mantova si registrano circa 19,7 decessi ogni mille sinistri con lesioni, contro gli 11,3 della Lombardia e i 16,2 della media nazionale. Ciò significa che, pur verificandosi meno incidenti rispetto a molte altre province, quelli che avvengono nel Mantovano continuano ad avere conseguenze mediamente più gravi rispetto al dato lombardo.
Si tratta naturalmente di indicatori statistici che non misurano direttamente il rischio individuale di chi percorre le strade, perché non tengono conto dei chilometri effettivamente percorsi, della composizione del traffico e delle caratteristiche della rete viaria. Tuttavia, restituiscono un elemento importante: il miglioramento rispetto al 2024 non elimina le criticità del territorio.
NEL CAPOLUOGO INCIDENTI IN CALO E DUE MOTOCICLISTI MORTI
Un approfondimento specifico riguarda la città di Mantova. Nel 2025, nel territorio comunale si sono verificati 232 incidenti, con due vittime e 292 feriti. L’anno precedente i sinistri erano stati 267, i morti tre e i feriti 326. Si registra quindi una riduzione del 13,1% degli incidenti e del 10,4% dei feriti.
Le due persone decedute nel capoluogo erano entrambe uomini alla guida di motocicli: una appartenente alla fascia d’età tra 18 e 29 anni e l’altra a quella tra 30 e 54 anni. Entrambi i decessi sono riconducibili a scontri laterali o fronto-laterali, uno avvenuto su una strada urbana e l’altro su una strada provinciale, regionale o statale fuori dall’abitato.
Il dato sottolinea la particolare vulnerabilità di chi si sposta sulle due ruote. Nel corso del 2025, a Mantova sono stati coinvolti negli incidenti 64 motocicli, con 60 feriti oltre alle due vittime.
Non mancano le conseguenze per ciclisti e pedoni: nel capoluogo risultano coinvolte 47 biciclette tradizionali, con 45 feriti tra i loro utilizzatori, mentre i pedoni feriti sono stati 19. Sono stati inoltre coinvolti cinque monopattini elettrici, con quattro feriti.
Quanto alla natura degli incidenti, prevalgono nettamente gli scontri fronto-laterali e laterali, che rappresentano 119 dei 232 sinistri complessivi. Seguono 32 tamponamenti e 19 investimenti di pedoni.
Il dato meteorologico dimostra inoltre come gli incidenti non siano affatto limitati alle situazioni di maltempo: ben 180 sinistri sono avvenuti con cielo sereno, contro 18 con pioggia e uno con nebbia. Le fasce orarie più critiche sono quelle tra le 10 e le 13, con 66 incidenti, e tra le 14 e le 17, con altri 60.
LE STRADE EXTRAURBANE E IL PESO DELLE DISTRAZIONI
La sicurezza delle strade fuori dai centri abitati rimane uno dei principali nodi da affrontare.
Già nel 2024, in provincia di Mantova, ben 19 delle 27 vittime erano state registrate su strade provinciali e regionali, contro tre decessi sulle strade urbane, due in autostrada e tre su altre tipologie di tracciato.
Per il 2025, i dati regionali confermano la maggiore gravità degli incidenti sulle arterie extraurbane. In Lombardia, sulle strade provinciali, regionali e statali fuori dall’abitato si sono verificati 4.449 incidenti, che hanno causato 143 morti. Sulle strade urbane, a fronte di un numero molto più elevato di sinistri, 21.598, le vittime sono state 121.
Il confronto è significativo: sulle arterie extraurbane considerate si registrano circa 32 decessi ogni mille incidenti, contro circa 5,6 sulle strade urbane. Una differenza che evidenzia la maggiore pericolosità degli impatti sulle strade di scorrimento.
Anche il comportamento dei conducenti continua ad avere un ruolo determinante. Nel capoluogo mantovano, tra le circostanze presunte rilevate dall’ACI, figurano 57 segnalazioni relative al mancato rispetto dei segnali, 28 alla velocità, 26 alla guida distratta e 23 alle manovre irregolari.
Su scala nazionale, la distrazione si conferma tra le cause più frequenti di incidentalità, insieme al mancato rispetto delle precedenze, all’eccesso di velocità e alle manovre scorrette. Nel rapporto ACI-Istat la guida distratta o l’andamento indeciso compare in 35.667 casi, il 15,1% delle cause accertate o presunte rilevate, mentre il mancato rispetto delle precedenze o dei semafori ne conta 29.782.
Si tratta di comportamenti che richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione, dei controlli e del rispetto delle regole, soprattutto nei tratti in cui un errore può avere conseguenze irreversibili.
IL DATO NAZIONALE E LA SFIDA DELLA SICUREZZA STRADALE
Il miglioramento della mortalità registrato nel Mantovano si inserisce in un quadro nazionale nel quale, per la prima volta dal 2021, le vittime della strada sono tornate sotto quota tremila.
In Italia, nel 2025, i morti sono stati 2.868, in diminuzione del 5,3% rispetto ai 3.030 del 2024. Nello stesso periodo, però, gli incidenti sono aumentati del 2,2%, raggiungendo quota 177.207, e i feriti dell’1,7%, arrivando a 237.822.
Particolarmente preoccupante è l’andamento della mortalità degli utenti più vulnerabili. A livello nazionale, i ciclisti deceduti, considerando biciclette tradizionali ed elettriche, sono stati 228, in aumento del 23,2%, mentre le vittime tra gli utilizzatori di monopattini elettrici sono state 25. I pedoni morti sono stati invece 419, in diminuzione del 10,9%.
Il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, ha sottolineato come la diminuzione delle vittime dimostri che migliorare la sicurezza stradale sia possibile, ma abbia anche richiamato la necessità di continuare a investire nella prevenzione e nell’educazione delle giovani generazioni.
L’obiettivo europeo rimane quello di dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime e dei feriti gravi rispetto al 2019. Un traguardo ancora distante per l’Italia, che nel 2025 ha registrato una riduzione dei morti del 9,6% rispetto all’anno di riferimento.
Per il Mantovano, il bilancio del 2025 rappresenta dunque un segnale incoraggiante, soprattutto dopo la brusca impennata dell’anno precedente. Ma la lettura dei dati invita a distinguere il miglioramento statistico dal raggiungimento di condizioni di sicurezza soddisfacenti. Le 19 vite perdute, il tasso di mortalità ancora superiore alla media regionale e la gravità degli incidenti confermano che la prevenzione resta una priorità. Perché dietro ogni numero c’è una persona e, dietro ogni vittima, una famiglia e una comunità colpite da una perdita irreparabile.


















