In meno di un minuto il Nord del Venezuela è stato sconvolto da due violentissime scosse di terremoto che hanno provocato una delle peggiori catastrofi naturali della storia recente del Paese. Il bilancio provvisorio parla di almeno 920 vittime, oltre 4.000 feriti e circa 50.000 dispersi, mentre le Nazioni Unite stimano che siano 6,8 milioni le persone coinvolte dall’emergenza.
Secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS), il primo sisma, di magnitudo 7.2, ha colpito l’area nei pressi della città di Morón. Appena 39 secondi dopo è seguita una seconda e ancora più potente scossa di magnitudo 7.5, con epicentro vicino a San Felipe. Entrambi i terremoti si sono verificati a circa 300 chilometri dalla capitale Caracas, ma le onde sismiche hanno provocato danni estesi lungo la fascia costiera settentrionale del Paese.
La situazione più critica si registra nello Stato di La Guaira, dove interi quartieri sono stati devastati dai crolli. Oltre venti ospedali hanno riportato gravi danni strutturali, mettendo in ginocchio un sistema sanitario già fortemente provato. Per prevenire episodi di sciacallaggio e garantire la sicurezza, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha disposto la militarizzazione dell’area più colpita, dichiarata zona di disastro.
L’emergenza coinvolge anche l’Italia. La Farnesina ha confermato la morte di tre cittadini italo-venezuelani, cinque feriti e trentacinque dispersi. Per sostenere le operazioni di soccorso sono stati organizzati due voli militari in partenza da Pratica di Mare che trasporteranno, tra oggi e domani, circa cento specialisti italiani tra Vigili del Fuoco, impegnati nelle attività di ricerca e soccorso, e personale sanitario dell’Ares 118 Lazio.
È intanto scattata una vasta mobilitazione internazionale coordinata dalle Nazioni Unite. Circa mille soccorritori provenienti da diciassette Paesi sono già operativi nelle zone devastate dal sisma. Papa Francesco ha disposto un primo contributo di 100 mila euro per gli aiuti umanitari, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione temporanea di alcune sanzioni economiche nei confronti del Venezuela per facilitare l’arrivo di uomini, mezzi e materiali destinati alla popolazione colpita.


















