Terreni Bagnasco all’asta: aggiudicato anche un immobile commerciale a Mantova

MANTOVA – Un immobile commerciale con posti auto situato a Mantova è tra i beni finiti all’asta e aggiudicati alla Brt Immobiliare Srl, società con sede a Montelupo Fiorentino che si è aggiudicata l’intero pacchetto di terreni e fabbricati confiscati alla Emi Bagnasco di Cengio. La vendita, indetta dal Tribunale di Savona, ha fruttato complessivamente 5,52 milioni di euro, una cifra superiore di oltre due milioni rispetto alla base d’asta iniziale – fissata a 3,2 milioni – segno di un forte interesse da parte del mercato.

La gara all’ultimo rilancio

La procedura ha visto la partecipazione di più soggetti e un serrato testa a testa finale, con rialzi incrementali da 20 mila euro. Alla fine l’ha spuntata la Brt Immobiliare, che aveva presentato la prima offerta formale ma che venerdì ha dovuto sostenere la concorrenza di un secondo raggruppamento costituito da Effe A. Immobiliare di Genova e Unica Spa di Torino. «L’asta è andata molto bene, sono molto contento per la procedura e anche per il territorio. Vuol dire che c’è interesse per le aree della zona ed è un gran bene», ha commentato il curatore fallimentare Alberto Marchese, che ha seguito tutto l’iter.

I beni venduti: anche Mantova nel pacchetto

Il lotto maggiore si trova in Valbormida: spicca l’area della Paleta di Carcare, 17.784 metri cubi in gran parte destinati a nuove attività produttive, con potenziali ricadute occupazionali. Ad Altare è stato venduto un capannone affittato fino al 2028 alla vetreria Etrusca, mentre a Cengio ha cambiato proprietario un terreno di 160 mila metri quadrati in località Vignali. La sorpresa per il territorio mantovano è la presenza, nel pacchetto, di un immobile a uso commerciale a Mantova comprensivo di posti auto, ora passato alla Brt Immobiliare e potenziale oggetto di successive operazioni di valorizzazione o rilancio. L’esito dell’asta rappresenta un passo importante anche per la massa creditoria del gruppo Bagnasco. I beni erano stati sequestrati nel marzo 2023 dopo un’indagine della Guardia di Finanza di Savona, che contestava ai fratelli Gianpaolo e Alfio Bagnasco il mancato versamento dell’Iva tra il 2017 e il 2020. I 2,3 milioni di euro ottenuti in più rispetto alle previsioni contribuiranno dunque in maniera significativa al soddisfacimento dei creditori.