TORRE D’OGLIO (MARCARIA -VIADANA) – Un ponte di dialogo, capace di unire non soltanto due sponde, ma anche le persone e le loro fedi. È stato questo il significato dell’iniziativa interreligiosa che si è svolta nel pomeriggio sul ponte di Torre d’Oglio, in occasione del suo centenario, dopo la cerimonia istituzionale della mattinata.
A promuovere l’appuntamento è stato il parroco di Marcaria, don Andrea Barbieri, la cui proposta è stata subito accolta dal parroco di San Matteo delle Chiaviche, don Massimo Macalli. Due comunità sulle sponde opposte del fiume, appartenenti a due diocesi diverse: quella di Mantova per Marcaria e quella di Cremona per San Matteo delle Chiaviche.
Da entrambe le sponde sono arrivate famiglie di religioni diverse: afghane, peruviane, algerine e di altri Paesi, accanto alle tante italiane. Tutte accomunate dalla volontà di condividere un messaggio di dialogo e di pace.
Alcuni pensieri sono stati letti al microfono, diventando occasione di riflessione per tutti i presenti. Anche bambini e ragazzi, emozionati, hanno preso la parola per raccontare il valore del dialogo, del rispetto reciproco e della tolleranza.
I partecipanti si sono poi raccolti al centro del ponte, dove era stato collocato un braciere contenente sabbia. Dopo un momento di preghiera silenziosa, sono state accese le candele, simbolo di un dialogo capace di portare luce. L’iniziativa ha tratto spunto anche dal patto interreligioso “La via italiana del dialogo”, firmato a Roma il 25 giugno 2026 dalla Chiesa cattolica e da quindici comunità religiose per promuovere la pace e la coesione sociale.
Lungarotti: “una giornata bellissima con il ponte che ha unito tutto il Mantovano”
Tra i presenti c’era anche Enrico Lungarotti, consigliere provinciale e assessore di Marcaria, tra gli organizzatori della giornata, che in mattinata aveva coordinato la cerimonia istituzionale. «Sono entusiasta di questa giornata, perché la funzione che il ponte svolge da cento anni, quella di unire, oggi è stata amplificata – ha dichiarato Lungarotti –. Questo attraversamento collega innanzitutto i territori di due comuni e avvicina la provincia di Mantova a quelle di Parma e Reggio Emilia. Oggi, però, ha riunito idealmente tutto il Mantovano: alla cerimonia abbiamo visto amministratori provenienti da tutta la provincia, molti anche dall’Alto Mantovano. Una partecipazione che non era affatto scontata. È stato soprattutto questo il significato più importante della giornata: ritrovarsi uniti attorno a un ponte che da un secolo mette in relazione territori e comunità».
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