TORRE D’OGLIO (VIADANA/MARCARIA) – Un secolo di storia, un secolo a marcare i confini tra due Comuni, ma anche soprattutto a unirli. Il centenario del ponte di barche di Torre d’Oglio questa mattina si è tramutato in una lunga cerimonia e in una grande festa collettiva, che abbraccia l’intero territorio dell’Oglio Po, ma anche di tutto il Mantovano, di cui è uno dei simboli più belli e amati. Non è un caso, dunque, che sia stata la Provincia di Mantova, prima ancora che i Comuni interessati – Viadana e Marcaria, ma anche i vicini Dosolo, Pomponesco e Commessaggio, tra gli altri -, a muoversi per tempo per promuovere le celebrazioni, Provincia che dal 1961 è l’Ente proprietario del manufatto, oggetto da allora di numerosi interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, l’ultimo dei quali tenutosi tra il 2021 e il 2024.
Questa mattina, alla presenza di moltissime autorità e cariche militari, ma anche di tanti cittadini (era stato attivato un servizio navetta di Apam da Cesole e da San Matteo delle Chiaviche) il taglio del nastro a simbolico segno di un nuovo inizio per il ponte di chiatte, uno dei pochissimi rimasti nel Nord Italia. La cerimonia, coordinata dal Consigliere provinciale Enrico Lungarotti, si è aperta con tre brani suonati dal Corpo Filarmonico “Giuseppe Verdi” di Dosolo, compreso l’inno italiano. Sono seguiti gli interventi. Per primo ha preso la parola il presidente della Provincia Carlo Bottani: “non è scontato che questa opera sia sempre aperta, e le poche volte che viene chiusa sembra, giustamente, un dramma. Ma pensiamo quanto nei decenni passati questo abbia rappresentato invece la consuetudine, sia per quanto riguarda le secche, sia soprattutto per quanto riguarda le piene”. “Quella di oggi è una giornata importante – ha detto il sindaco di Viadana Nicola Cavatorta – questo importante manufatto ha acquisito una valenza storica, ma è importante anche per il luogo in cui è collocato dal punto di vista ambientale e soprattutto viabilistico, perché da un secolo unisce un territorio e due Comuni”.
“Un tempo – ha spiegato il vicesindaco di Marcaria, Gabriele Anghinoni – di ponti come questi ce n’erano diversi, adesso ne sono rimasti pochi esemplari. Forse questo è uno dei pochi funzionanti. Questo rende ancora più preziosa la sua presenza sul territorio, e doveroso il nostro impegno nel preservarlo. Di solito si celebrano ricorrenze di monumenti, di edifici, di chiese. Raramente lo facciamo per un ponte. Eppure il significato di un ponte è forse quello più alto che un’opera possa esprimere, perché è un collegamento, un’unione tra due sponde, due comunità, tra persone che per vari motivi lo attraversano. Oggi potremmo definirla un’autentica infrastruttura di inclusività, di coesione sociale, che da cento anni unisce e continuerà a unire”. “Già cento anni fa Dosolo – ha aggiunto il sindaco Pietro Bortolotti – insieme ai Comuni limitrofi aveva visto la necessità di quello che era un collegamento col capoluogo. Già allora, dunque, gli amministratori avevano capito quanto fosse necessario unire i territori. Ricordo poi che il ponte tra Dosolo e Guastalla è stato costruito l’anno successivo rispetto al ponte di barche”.
Si sono poi succeduti i brevi interventi delle altre autorità politiche presenti. L’assessore regionale Alessandro Beduschi ha detto che “questo opera è anche un ponte ideale tra comunità che hanno fatto della cultura e della cura del territorio i propri valori. Qui c’è tanta agricoltura, ci sono persone che da sempre dedicano il loro tempo e la loro operosità a mantenere questo territorio così bello e attrattivo”. “L’Italia – ha aggiunto il deputato Andrea Dara – è al quarto posto dei 27 Paesi europei come numero di ponti. Abbiamo oltre 61mila ponti, di cui 10mila in Lombardia e oltre 500 in provincia di Mantova. Nel passato e nel presente di investimenti ne sono stati fatti molti. Quello che serve è poi proseguire con le manutenzioni”. “Da parte mia – ha dichiarato la deputata Antonella Forattini – faccio un appello ai nostri sindaci: abbiamo delle bellezze nella nostra provincia che non sempre sono conosciute. Da qui l’importanza di fare rete e condividere un percorso che deve vedere tutti i nostri territori coinvolti. Anche fare cultura, fare turismo è un’economia che porta alla fine un risultato nella nostra provincia”.
“Ho ricordi del ponte di barche fin da quando ero bambina – ha spiegato la consigliera regionale Paola Bulbarelli – e a ogni età della vita si è legata un’emozione diversa. Ricordo in particolare quando venni qui tanti anni fa con mio padre e Cesare Zavattini. I ponti sono importanti e ci sono comunità come quella di San Benedetto Po che da anni aspettano che le opere vengano terminate”. La consigliera regionale Alessandra Cappellari ha rimarcato “il doppio anniversario che si celebra oggi: non solo i cento anni del ponte, ma anche il 65esimo da quando è diventato di proprietà della Provincia: dunque 65 anni”. “Si tratta – ha aggiunto il prefetto Roberto Bolognesi – di un ponte pienamente funzionale e molto utile per tutte le esigenze che si possono determinare e per agevolare quello che è lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Lo sviluppo ovviamente si fa producendo valore aggiunto, ma anche unendo le persone, stando insieme”.
LA MOSTRA AL CINEMA TEATRO LUX
A chiudere la cerimonia è stata di nuovo la musica del Corpo Bandistico “Giuseppe Verdi”, prima che le autorità si spostassero nella vicina San Matteo delle Chiaviche dove, presso il foyer del Cinema Teatro Lux, è allestita la mostra “Il ponte di Torre d’Oglio 1926–2026. Infrastruttura e patrimonio”. L’esposizione apre un percorso di ricerca e partecipazione che, nell’arco di un anno, raccoglierà le esperienze delle persone e le relazioni nate attorno al ponte. Abitanti, frequentatori e visitatori saranno invitati a condividere fotografie, oggetti e memorie, attraverso eventi pubblici, interviste, laboratori itineranti e una piattaforma digitale. I materiali confluiranno progressivamente in un archivio etnografico e formeranno il nucleo di una seconda esposizione, prevista per il 3 ottobre 2027. L’iniziativa è promossa dall’Ecomuseo Terre d’Acqua fra Oglio e Po, con il coordinamento di Elisa Montanari e il supporto della Provincia di Mantova e del Comune di Viadana. La mostra è stata sviluppata nell’ambito del progetto pilota “Musei Invisibili”, coordinato da Elena Montanari in collaborazione con il Centro Craft del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.

















