BORGO VIRGILIO – Le indagini sulla vicenda della donna mummificata trovata nella villetta di Romanore si allargano e puntano sempre più sulla possibile seconda persona coinvolta di cui avevamo parlato nell’articolo del 26 novembre scorso. Non solo, dunque, l’ex infermiere 56enne che per anni avrebbe continuato a riscuotere la pensione della madre deceduta: gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza in particolare sul ruolo di una seconda persona che, secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Mantova, sarebbe una donna di mezza età. Secondo più riscontri, questa avrebbe accompagnato il 56enne in municipio il 19 novembre, quando l’uomo si era presentato travestito da anziana per rinnovare la carta d’identità della madre.
Secondo la ricostruzione, la “presunta complice” non era presente al primo accesso in Comune dell’11 novembre, come confermato dai filmati della videosorveglianza. Una settimana dopo, però, avrebbe deciso di seguirlo pur rimanendo al di fuori della sede comunale. Quel giorno l’uomo, una volta scoperto, avrebbe avuto un malore, quindi ha ammesso agli agenti della polizia locale di aver inscenato tutto per continuare a percepire la pensione dell’anziana. Al momento la donna non risulta indagata, mentre il 56enne è già accusato di occultamento di cadavere, sostituzione di persona, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Gli inquirenti mirano ora a capire il ruolo della presunta accompagnatrice: se fosse a conoscenza della messa in scena dell’uomo o se lo abbia semplicemente accompagnato inconsapevole della sua vera identità.
Gli investigatori stanno lavorando parallelamente sull’abitazione dell’uomo, sequestrata subito dopo la scoperta del cadavere. Computer, documenti e supporti informatici sono ora al vaglio per ricostruire la vita recente del 56enne, che viveva da solo nella villetta di Romanore e che diversi anni fa aveva lavorato in una struttura sanitaria della città, poi in una di una provincia vicina. Da tempo in ogni caso il 56enne non esercitava.











