Viadana, il bimbo sarebbe caduto in piedi: la testimonianza di una donna

L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

VIADANA – Il bambino di quattro anni precipitato mercoledì pomeriggio dal balcone di casa, in via Ettore Sanfelice a Viadana, sarebbe caduto in piedi. A raccontarlo è una donna che lavora nella gelateria situata al piano terra dello stesso palazzo e che avrebbe assistito alla drammatica scena attraverso la vetrina del locale.
Un particolare importante nella ricostruzione di quanto accaduto e che potrebbe anche spiegare perché, subito dopo la caduta, sull’asfalto non fossero visibili tracce di sangue. La testimonianza della donna, naturalmente, non consente di trarre conclusioni sul quadro complessivo dei traumi riportati dal piccolo, che resta estremamente delicato, ma aggiunge un nuovo elemento alla dinamica di quei terribili istanti.

Il bambino, precipitato da un’altezza di circa 14-15 metri, è ancora ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il padre gli è accanto dal giorno dell’incidente. La prognosi resta riservata. Il quadro clinico continua dunque a richiedere la massima prudenza. Dal bollettino trasmesso dall’ospedale di Bergamo al Comando della Polizia locale di Viadana, che sta svolgendo gli accertamenti sull’accaduto, è emersa tra l’altro la frattura di entrambi gli arti inferiori. Le condizioni rimangono molto serie e, nonostante alcuni segnali che nei giorni scorsi avevano alimentato un cauto ottimismo, non è ancora possibile sciogliere la prognosi. Le speranze si alternano così alle paure, mentre l’attenzione dei familiari resta concentrata sull’evoluzione delle condizioni del bambino, che ha quattro anni e ne compirà cinque il prossimo 2 novembre.

Parallelamente proseguono gli accertamenti della Polizia locale di Viadana per ricostruire nel dettaglio cosa sia successo nell’appartamento al quarto piano del condominio. Gli agenti sono tornati anche nell’abitazione per effettuare ulteriori verifiche e documentare il balcone dal quale il piccolo è precipitato. Secondo quanto emerso finora, la madre sarebbe scesa nel cortile del condominio per gettare i rifiuti. Il bambino avrebbe cominciato a chiamarla e, quando la donna è risalita, la porta dell’appartamento si sarebbe chiusa dall’interno. In quei minuti il piccolo potrebbe essersi spaventato, aver raggiunto il balcone e quindi essersi arrampicato sulla ringhiera. Una ricostruzione che resta comunque al vaglio degli investigatori.