MANTOVA – Per chi si muove in città con un contrassegno disabili, l’accesso alla Ztl di Mantova non è un diritto garantito, ma un percorso a ostacoli fatto di soste forzate, telefonate obbligatorie e attese in mezzo alla carreggiata. Una situazione che, secondo il consigliere comunale della Lega Tommaso Tonelli, non solo complica inutilmente la vita delle persone con disabilità, ma finisce per trasformarsi in una vera e propria discriminazione istituzionalizzata.
È proprio Tonelli a tornare sull’argomento, denunciando come, dopo alcuni interventi dei cittadini e sue prese di posizione sulla “gravosa procedura di ingresso dei disabili nelle Ztl con pilomat”, l’amministrazione comunale abbia di fatto scelto di “certificare” questa discriminazione. «Un paio di mesi fa – afferma – l’amministrazione ha provveduto a installare, in prossimità dei pilomat, cartelli raffiguranti il simbolo internazionale di accesso con la dicitura “per informazioni” e un numero verde».
Secondo il consigliere, si tratta innanzitutto di una segnaletica discutibile sotto il profilo normativo. «Questi cartelli, posizionati sulla carreggiata, non sono previsti dal Codice della Strada e quindi la loro installazione appare del tutto illegittima». Ma anche volendo considerarli legittimi, il problema resta. «Sono cartelli fuorvianti e discriminatori». Fuorvianti, spiega Tonelli, perché «sembrano riferirsi alla possibilità di chiedere informazioni, quando in realtà indicano il numero che la persona disabile deve chiamare per vedersi abbassare il pilomat e accedere alla Ztl, cioè a un’area dove il possessore di pass disabili ha il pieno e insindacabile diritto di accedere per legge». E discriminatori perché, di fatto, impongono solo ai disabili una procedura che non riguarda nessun altro. «A differenza di residenti, domiciliati, commercianti, professionisti o forze dell’ordine – sottolinea – il disabile è costretto a fermare l’auto, ad avere un telefono, a telefonare restando fermo alla guida in mezzo alla carreggiata, compiendo quindi un’infrazione, e ad attendere spesso qualche minuto la risposta dell’operatore». Quest’utlimo peraltro, non sarebbe nemmeno in grado di verificare il contrassegno. «Come ho personalmente sperimentato – prosegue Tonelli – non essendoci una telecamera puntata sul parabrezza, l’operatore non può visualizzare il pass e abbassa il pilomat fidandosi semplicemente della dichiarazione vocale dell’utente». Un meccanismo che, secondo il consigliere, non ha alcuna giustificazione. «Se si considera che l’accesso a queste aree non può essere oggetto di discrezionalità da parte della Polizia Locale, non si comprende il senso di tutto ciò se non quello di voler “punire” i disabili».
Tonelli richiama poi la risposta ricevuta dall’assessore Iacopo Rebecchi a una sua interrogazione del 13 maggio 2024 in cui affermava che “l’inserimento delle targhe dei possessori di pass disabili “vanificherebbe la volontà di salvaguardare dal traffico veicolare la zona del centro storico”». Una posizione che, secondo il consigliere, appare paradossale. «Sembra quasi che l’assessore immagini i disabili intenti a circolare nella Ztl solo per il gusto di intasare il centro storico. Ragionando al contrario, l’amministrazione rende gravoso l’accesso ai soli disabili, così da disincentivarli a frequentarlo e salvaguardare il “bene supremo” della limitazione del traffico veicolare».
Questa «vale solo per i disabili», rimarca Tonelli, collegando il tema anche al fatto che «a distanza di un paio d’anni dall’approvazione, non è stata ancora applicata la delibera votata all’unanimità per l’adesione del Comune alla Piattaforma unica nazionale delle targhe associate al CUDE, con la conseguenza che il disabile è costretto a contattare ogni singolo Comune d’Italia per registrare la propria targa».
«Ancora una volta – conclude il consigliere – questa maggioranza si riempie la bocca di diritti, salvo poi calpestarli quando dipendono direttamente dalle proprie scelte».














