MANTOVA – Una città più a misura di giovani, nuovi spazi di aggregazione, ma anche percorsi scolastici dedicati per chi è in difficoltà, maggiore attenzione all’educazione civica e momenti di confronto su fatti di cronaca e politica. Sono alcuni dei temi emersi durante “18 Plus”, l’iniziativa che si è svolta questa mattina alla Fondazione UniverMantova e che ha coinvolto una novantina di neodiciottenni mantovani, ragazzi nati nel 2008, insieme a un’ampia rete di enti, associazioni e scuole superiori del territorio.
L’evento è stato organizzato dal Comune di Mantova in collaborazione con Segni d’Infanzia Associazione, partner attraverso il bando “Generare Futuro”. La mattinata si è aperta con un’assemblea plenaria, seguita da un lavoro in gruppi su temi quali lavoro, sicurezza, felicità e inclusione. I partecipanti si sono poi riuniti nuovamente in aula magna per avviare il confronto collettivo.
“L’evento “18 Plus” non è una cerimonia formale e asettica – hanno spiegato gli organizzatori – ma un momento di incontro e confronto, pensato per condividere idee e proposte su come migliorare la città insieme ai giovani che entrano a far parte in modo ancora più attivo della comunità in cui vivono”. Con un simbolico lancio di un pallone, i ragazzi si sono passati la parola, rispondendo alle domande poste dagli organizzatori.
“Abbiamo bisogno di voi, oggi avete fatto un lavoro utile per voi, ma sicuramente molto utile anche per noi – ha commentato il sindaco Mattia Palazzi – perché ci permette di avere sempre il polso della situazione e capire come migliorarci. Tre cose: molte di quelle che avete detto potete provare a farle, non solo immaginarle, ma cercare di metterle in pratica. C’è il Boccio, appena inaugurato per voi, stiamo ampliando il Baratta, stiamo cercando di aumentare le aule studio in centro: sono tutte richieste che avete fatto. Ma altre cose hanno bisogno di voi: il mondo migliora se chi viene dopo guarda più avanti. Non basta dirlo, bisogna fare un po’ di fatica. Seconda cosa: spingete per le idee che avete e per metterle in pratica, date una mano con proposte e idee, c’è bisogno di confronto faccia a faccia. Ultima cosa: divertitevi, non davanti a uno schermo, ma nella vita reale. Incontratevi, viaggiate, raccogliete nuove esperienze, fatele vostre e poi tornate con la creatività che solo il viaggiare e il confrontarsi possono dare. Una città senza creatività muore”.
Al termine dell’intervento del primo cittadino si è aperto un ulteriore momento di dialogo. Un ragazzo ha chiesto come mai in una via come corso Umberto siano presenti così tanti negozi chiusi. “È una questione di cambiamento demografico – ha risposto Palazzi –: ci sono tanti ragazzi e tanti anziani, ma la fascia media che acquista è sempre meno numerosa. A questo si aggiungono affitti alti che scoraggiano chi vuole avviare un’impresa. Mantova ha il 21% di negozi sfitti, in linea con la media regionale, ma in un centro piccolo come il nostro si notano di più. E il Comune, in molti casi, non può intervenire: ci sono cinque vetrine chiuse appartenenti allo stesso proprietario che sta fallendo e deve al Comune 600mila euro di Imu, e noi non possiamo cambiare questa situazione, ma non ci scoraggiamo, la riqualificazione di piazza Cavallotti ha portato tante persone ad entrare in centro proprio da Corso Umberto, può essere un volano per aprire nuove attività“.
Anche alcuni adulti e insegnanti presenti in sala hanno apprezzato la formula dell’iniziativa, che ha consentito un reale e sincero scambio di idee e un confronto con spirito costruttivo. “Se questo è uno spaccato dei nostri giovani – hanno commentato – allora siamo in buone mani, mi sono piaciute molto le risposte dei ragazzi sui temi affrontati oggi”.















