
Adriano Celentano festeggia oggi, 6 gennaio 2026, 88 anni. Un compleanno che arriva accompagnato dall’affetto di milioni di fan e dal rispetto di un Paese che continua a riconoscergli un ruolo unico nella storia dello spettacolo italiano. A quasi settant’anni dal suo debutto, il “Molleggiato” resta un punto di riferimento capace di attraversare generazioni, anche nel silenzio degli ultimi anni lontani dalle scene.
Nato a Milano il 6 gennaio 1938 da genitori pugliesi emigrati al Nord, Celentano cresce in via Gluck, strada destinata a diventare simbolo di un’Italia che cambia e che lui stesso racconterà in una delle sue canzoni più celebri. Dopo la licenza elementare lascia presto la scuola, svolge diversi lavori e impara il mestiere di orologiaio, una passione che non abbandonerà mai. La svolta arriva nel 1957, quando al Palazzo del Ghiaccio di Milano, durante il primo festival italiano del rock and roll, il suo modo di muoversi sul palco conquista il pubblico: nasce così il personaggio che porterà il rock in Italia con uno stile inconfondibile.
Da quel momento la carriera di Celentano si sviluppa senza soste. Frequenta e collabora con artisti destinati a segnare un’epoca – da Giorgio Gaber a Enzo Jannacci, da Luigi Tenco a Tony Renis – e nel 1961 si impone definitivamente al Festival di Sanremo con “24.000 baci”, secondo posto ma successo travolgente.
È l’inizio di un percorso che lo rende uno dei primi artisti italiani a rivendicare piena autonomia creativa: con la fondazione del Clan Celentano si autoproduce, scegliendo testi, arrangiamenti e direzioni artistiche con una libertà allora inedita.
I numeri raccontano solo in parte la sua grandezza: oltre duecento milioni di dischi venduti nel mondo, più di quaranta film interpretati, molti dei quali diventati cult, e una serie di incursioni televisive capaci di catalizzare l’attenzione nazionale. Dalla musica al cinema, fino ai monologhi e alle prese di posizione in prima serata, Celentano ha sempre usato la popolarità come megafono per provocare, dividere, far riflettere. In questo senso è stato spesso definito “l’artista più social prima dei social”: ogni sua apparizione diventava evento, discussione, fenomeno di costume.
Il suo repertorio attraversa decenni di storia italiana: “Il ragazzo della via Gluck”, “Azzurro”, “Una carezza in un pugno”, “Il tuo bacio è come un rock”, “Svalutation”, “Soli”, “Il tempo se ne va”, “L’emozione non ha voce”. Fino a “Prisencolinensinainciusol”, brano visionario che molti considerano una sorta di anticipazione del rap, e alle collaborazioni con Mina, altro monumento della canzone italiana, che negli ultimi anni hanno riportato Celentano ai vertici delle classifiche.
Negli ultimi tempi il Molleggiato ha scelto una presenza pubblica sempre più rara, ma la sua figura continua a essere evocata ogni volta che si parla di libertà artistica, di televisione “che osa”, di musica capace di parlare al grande pubblico senza rinunciare a un punto di vista. A 88 anni, Adriano Celentano resta un’icona trasversale: cantante, attore, showman, autore e coscienza critica popolare, capace di lasciare un segno indelebile nella cultura italiana.
Un compleanno dunque che non celebra soltanto un artista, ma un pezzo di storia del Paese.











