Concerto di Capodanno, il Sociale celebra il nuovo anno tra classici e grandi emozioni

MANTOVA – Il Teatro Sociale ha aperto le sue porte per il tradizionale Concerto di Capodanno, offrendo al pubblico un viaggio musicale tra repertorio classico e romantico davanti a una platea gremita, generosa negli applausi.
L’apertura con l’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven ha subito creato un’atmosfera solenne e suggestiva: un inno che celebra la vittoria sulle avversità e che si è trasformato in un potente messaggio augurale per l’anno nuovo.
Protagoniste della serata l’Orchestra Unixono, in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici, dirette da Nicola Ferraresi. Un ensemble composto da musicisti di alto profilo, con esperienze in prestigiosi teatri, che ha dato vita a un concerto coinvolgente e ricco di sfumature. Il programma ha spaziato dall’energia di Antonio Vivaldi alla vivacità di Wolfgang Amadeus Mozart, dall’eleganza dei valzer e delle polke di Johann Strauss fino all’incanto della ‘Nutcracker Suite’ di Pyotr Ilyich Tchaikovsky.

Il presidente del Teatro Sociale, Paolo Protti, ha sottolineato con entusiasmo la partecipazione dei cittadini: «È una tradizione ormai decennale che riscuote sempre grande successo e conferma che il teatro è tornato a essere il cuore pulsante della città. Dal 2019, in particolare grazie all’accordo con la Fondazione Artioli, sono aumentati sia la qualità sia il numero degli spettacoli: dopo un periodo difficile, il Teatro Sociale è tornato a vivere pienamente». Una vitalità confermata anche dai numeri, con il pubblico mantovano che risponde con costanza, tanto che circa il 70% degli spettacoli registra il tutto esaurito.
Il Concerto di Capodanno ha proposto le note brillanti e festose di Vivaldi, gli evocativi valzer e la Polka di Strauss e l’incalzante ‘Hungarian Dance’ di Johannes Brahms. I due brani tratti dalla ‘Primavera’ di Vivaldi sono stati anche un omaggio al regista Damiano Michieletto, autore del Barbiere di Siviglia andato in scena lo scorso dicembre, al quale è stato conferito sul palco del teatro il premio “Arlecchino d’Oro” 2025. «Si fondono opera lirica, musica sinfonica e cinema», ha ricordato Protti, citando anche l’uscita nelle sale, proprio in questi giorni, del film Primavera, dramma storico musicale firmato dallo stesso Michieletto. Un programma ricco e beneaugurante dunque quello proposto al Sociale che ha conquistato il pubblico e si è concluso tra lunghi applausi, tributati ai musicisti per uno spettacolo di grande qualità artistica.

Elisabetta Romano