Formigosa si ritrova intorno al Burièl, una tradizione sentita da generazioni

MANTOVA – A Formigosa il Burièl è uno di quegli appuntamenti che da generazioni segnano il calendario della comunità. In questo quartiere della periferia nord di Mantova, dove l’atmosfera conserva ancora qualcosa di autenticamente “paesano”, il rogo della vecia dell’Epifania rappresenta un momento capace di tenere insieme memoria, identità e senso di appartenenza.
Per gli abitanti è un rito atteso, quasi naturale nel susseguirsi delle stagioni. Ma è anche il frutto di un lavoro paziente: dagli anni Novanta l’organizzazione del Burièl è curata dall’Auser locale, che ogni anno si mette in moto con largo anticipo. Già da settembre iniziano le richieste di permessi e autorizzazioni, in un gran daffare silenzioso che trova il suo compimento la sera del 6 gennaio, quando il quartiere si ritrova attorno al fuoco.
Formigosa ha sempre custodito una propria identità, fatta di usanze e appuntamenti che scandiscono il tempo della vita comunitaria. Ma per il Burièl l’orizzonte si allarga: nel quartiere arrivano tante persone da altre zone della città e anche dai paesi vicini, richiamate da un rito che unisce folklore e partecipazione. L’edizione 2026 ha fatto registrare oltre 1.500 presenze, nonostante il freddo pungente che probabilmente ha trattenuto molti dal partecipare. In anni dal clima più mite, infatti, a Formigosa si sono rtirovate anche 3 mila persone.
Complice il gelo, sono andati a ruba cotechino, polenta e vin brulè, sapori semplici e familiari che accompagnano il rito e ne rafforzano il carattere conviviale. Attorno al fuoco, tra il crepitio delle fiamme e il profumo del cibo caldo, si è rinnovato il significato più autentico del Burièl: salutare l’anno vecchio e accogliere quello nuovo.
Un gesto antico che, a Formigosa, continua a parlare al presente, ricordando che le tradizioni non sono solo ciò che si ripete, ma ciò che tiene unita una comunità.