MANTOVA – Il prezzo del latte spot è crollato, mettendo in difficoltà gli allevatori che conferiscono il latte alimentare. L’accordo di dicembre, che stabiliva il prezzo minimo del latte, non viene sempre rispettato, e la sovrapproduzione in alcuni paesi europei ha ripercussioni anche a livello nazionale. Nel Mantovano, dove gran parte del latte è destinato alle produzioni Dop, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano, la situazione al momento non è ancora drammatica, ma in alcune zone della Lombardia come nella provincie di Pavia e Bergamo, invece, c’è il problema delle disdette dei contratti con ingenti partite di materia prima che non troverebbero una collocazione sul mercato.
I dati del Clal, società di consulenza del settore, a novembre 2025 il latte spot si è posizionato a 0,47euro, un valore in calo di quasi il 10% rispetto al mese precedente e del 30,79% rispetto all’anno precedente. Per avere un’idea del cambiamento, a gennaio 2025 il latte spot quotava 0,61 cent/litro.
“Non risulta che ci sia abbondanza di latte nelle stalle” – spiega Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova. – “tuttavia, a parte coloro che sono in cooperativa e conferiscono per le Dop, i prezzi stabiliti dall’accordo non vengono rispettati. Si parlava di 0,54 euro al litro per gennaio, 0,53 per febbraio e 0,52 per marzo, ma attualmente i prezzi sono intorno a 0,27 euro al litro, quindi la metà di quanto stabilito.”
Va ricordato che solo poco tempo fa il latte veniva pagato fino a 70 centesimi al litro, per poi scendere a 40 centesimi. A seguito di questa crisi, il Ministero ha convocato diversi tavoli di discussione per evitare la chiusura di molte aziende, portando all’accordo tra le parti. Tuttavia, la sovrapproduzione in paesi come Germania, Francia e Polonia continua a influire pesantemente sul mercato italiano.
“L’accordo raggiunto doveva servire per tutelare gli allevamenti” – commenta Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – “purtroppo, da quando è stato sottoscritto ai primi di dicembre, lo scenario è peggiorato ulteriormente, con il latte spot che ha raggiunto i minimi storici. Quello che sta accadendo a livello europeo e mondiale non riflette completamente la situazione italiana e mantovana, dove non risulta che ci sia latte non conferito, se non in quantità minime. Certo, la pressione proveniente dall’estero è molto forte”.
Una situazione che non è nuova durante il periodo natalizio: “Spesso, in questo periodo, ci si trova in difficoltà. Tuttavia, auspico che nel giro di qualche mese ci possa essere un riequilibrio a livello mondiale e che i prezzi possano stabilizzarsi” – conclude Cortesi.
Domani, Confagricoltura ospiterà una riunione del settore latte per fare il punto sulla situazione. Sempre domani, si riunirà anche il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Grana Padano, che presenterà nuove misure per supportare ulteriormente le aziende. Al momento, infatti, le indicazioni dell’accordo vengono rispettate solo per la quantità di latte prodotta in linea con l’anno precedente. L’eccedenza, invece, viene pagata a un prezzo inferiore.
“Quest’anno, come Grana Padano, abbiamo prodotto un +7,50% rispetto all’anno precedente” – afferma Stefano Pezzini, presidente della Latteria San Pietro e consigliere del Consorzio Grana Padano – “ma dobbiamo considerare anche l’aumento della domanda. Certo, se le Dop sono tutelate, il sistema funziona a vasi comunicanti: se oggi il latte alimentare non va bene, tutto il sistema latte ne risentirà”.
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