GAZOLDO DEGLI IPPOLITI – Due storie diverse, unite dallo stesso filo, quello del servizio alla comunità. Alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti il Premio Rino Bulbarelli ha celebrato la medicina che informa e la cultura che crea partecipazione, premiando la senologa Susanna Carra e Nanni Rossi, fondatore dell’Associazione Postumia e anima da sempre di iniziative artistiche e sociali del territorio. L’appuntamento si è rinnovato ieri con il premio promosso dal quotidiano La Voce di Mantova in collaborazione con l’Associazione Postumia. Un evento capace di unire memoria, informazione e impegno civile.
I premiati
Protagonista della giornata è stata Susanna Carra, medico specialista in senologia, insignita del riconoscimento per la sua attività nel campo della prevenzione e della divulgazione scientifica sul tumore al seno.
Prima della consegna ha dialogato con Marco Morelli, direttore di MCG Magazine, sul tema: “Il tumore al seno, come possiamo incoraggiare più donne a fare prevenzione superando paure e reticenze?”. Nella motivazione ufficiale del riconoscimento si legge: “Per l’eccellenza dimostrata nella comunicazione scientifica e divulgativa nel campo della prevenzione del tumore al seno, capace di unire rigore medico, chiarezza espositiva ed empatia, contribuendo in modo significativo alla consapevolezza e alla tutela della salute delle donne”.
Il secondo premio è andato a Giovanni (Nanni) Rossi, già sindaco di Gazoldo degli Ippoliti, ex assessore e consigliere regionale lombardo, fondatore e direttore artistico dell’associazione Postumia. Prima della premiazione ha dialogato con il giornalista Davide Mattellini in un’intervista a tutto campo su politica e cultura. La motivazione nel suo caso sottolinea: “La straordinaria dedizione e la passione con cui ha saputo trasformare idee in eventi di grande valore artistico, culturale e scientifico, creando occasioni di incontro, dialogo e arricchimento per un pubblico ampio e diversificato”.
Il significato del premio
Il Premio Rino Bulbarelli nasce per ricordare una figura centrale del giornalismo mantovano e nazionale: storico direttore della Gazzetta di Mantova prima e de La Voce di Mantova poi, punto di riferimento per generazioni di giornalisti e interprete di un’informazione intesa come servizio pubblico e crescita culturale.
Dopo l’esordio dello scorso anno con Alessandro Sallusti, l’iniziativa conferma la volontà di valorizzare personalità che, nei rispettivi ambiti, incidono nel dibattito pubblico. Il momento culminante della cerimonia è stata la consegna dei riconoscimenti alla presenza di parte della redazione de La Voce di Mantova e della presidente Francesca Pancera. A consegnare i premi, in un gesto dal forte valore simbolico, è stata Paola Bulbarelli, figlia di Rino, anche lei giornalista e consigliera regionale lombarda. La cerimonia si è così confermata non solo come evento celebrativo, ma come occasione di riflessione collettiva su informazione, comunicazione scientifica, prevenzione e impegno professionale al servizio della comunità, rinnovando il messaggio più autentico lasciato in eredità da Rino Bulbarelli: una comunicazione capace di fare cultura e generare consapevolezza.

















