Applausi convinti e grande partecipazione di pubblico per l’Accademia teatrale Campogalliani di Mantova, protagonista martedì scorso al Teatro della Quattordicesima di Milano con “Il malato immaginario” di Molière. Una serata che ha confermato, ancora una volta, il prestigio della storica realtà mantovana, proprio nell’anno in cui celebra gli 80 anni di ininterrotta attività teatrale. La rappresentazione, curata dalla regista Maria Grazia Bettini, ha proposto una rilettura ambientata nell’Ottocento, periodo in cui alle prime innovazioni mediche si affiancavano pratiche ormai superate ma ancora diffuse.
Tra queste, il salasso – spesso utilizzato senza criterio insieme a purganti, clisteri ed emetici – simbolo di una medicina che, in assenza di strumenti diagnostici adeguati, procedeva per tentativi, talvolta anche dannosi per il paziente. Un contesto storico che diventa chiave interpretativa per esaltare il senso critico dell’opera di Molière.
La regia ha scelto di attenuare i toni più cupi per valorizzare la struttura comica del testo, lasciando però emergere, attraverso il personaggio di Beraldo, riflessioni più profonde sui disvalori della società, sul senso della vita e sul rapporto con la morte. Ne è natoi uno spettacolo in cui il grottesco prevale sulla farsa, con una comicità immediata ma capace di sfumare in momenti di sottile amarezza. Una lettura che richiama anche suggestioni più contemporanee, come il celebre paradosso di Enzo Jannacci: “quelli che vivono da malati per morire da sani”.
A dare corpo e ritmo alla rappresentazione è stato un cast corale che ha saputo coniugare esperienza e freschezza interpretativa: Adolfo Vaini nel ruolo di Argan, il malato immaginario, affiancato da Francesca Campogalliani (Tonina), Loredana Sartorello (Belina), Margherita Governi (Angelica) e Sofia Laratta (Luisona). Accanto a loro Michele Romualdi (Beraldo), Davide Cantarelli (Cleante), Giovanni Rodelli (professor Cagherai), Marco Federici (Tommaso Cagherai), Italo Scaietta (professor Fecis), Giampiero Marra (dottor Aulenti) e Francesco Cantarelli (notaio Bonafede).
Dagli applausi milanesi al calore di Mantova
Il tempo di rientrare in città e l’entusiasmo non si è spento. Giovedì sera, nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Paola a Mantova, gli attori della Campogalliani sono tornati in scena con “Il testamento di Virgilio” di Chiara Prezzavento, raccogliendo nuovi applausi e confermando il forte legame con il pubblico locale.
Sono stati giorni intensi anche sul piano umano per la compagnia, che ha celebrato il compleanno della presidente Francesca Campogalliani con una festa a sorpresa e una maxi torta. Agli auguri dello staff della compagnia si sono affiancati quelli di tanti mantovani, arrivati anche attraverso i social, a testimonianza della stima e dell’affetto che negli anni continuano ad accompagnarla.
Tra palcoscenici prestigiosi e radicamento nel territorio, la Campogalliani continua così a scrivere la propria storia, confermandosi una realtà teatrale capace di distinguersi anche ben oltre i confini mantovani.


















