MANTOVA – Dagli affreschi di Giotto al cinema di Roberto Rossellini, per riscoprire l’attualità di San Francesco d’Assisi. La Terza Università dello Spi Cgil di Mantova riparte con un ciclo di tre conferenze di storia e critica del cinema, che prenderà il via domani, martedì 6 ottobre, alle 15.30 nella sala Motta di via Altobelli 5 a Mantova.
Il percorso, intitolato “Attualità e modernità di San Francesco d’Assisi nel cinema di Roberto Rossellini”, è a cura di Matteo Molinari, con la collaborazione di Donata Negrini. Il primo appuntamento sarà dedicato a “La vita di San Francesco negli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di Assisi”: un’introduzione attraverso le immagini che raccontano la storia del santo, prima di approfondirne la presenza e l’eredità nel cinema del regista.
Il programma proseguirà martedì 10 novembre alle 15 con “Francesco giullare di Dio” e si concluderà martedì 15 dicembre, sempre alle 15, con “Europa ’51”, entrambi di Rossellini. A legare gli incontri sarà una riflessione sui valori francescani e sulla loro capacità di parlare anche alla società contemporanea. «Il mio neorealismo personale altro non è che una posizione morale racchiusa in tre parole: l’amore del prossimo»: in questa dichiarazione di Rossellini si ritrova il principio etico che attraversa il suo cinema. Nei suoi film, il regista richiama alla necessità di ritrovare fede, speranza e amore, valori umani messi a dura prova dal fascismo e dalla guerra.
Nelle opere dei primi anni Cinquanta, mentre affronta le difficoltà della ricostruzione, Rossellini individua nell’umiltà, nella semplicità e nella perfetta letizia dei Fioretti di San Francesco un riferimento per il presente. In “Francesco giullare di Dio” porta sullo schermo la spontaneità e la libertà del santo, scegliendo un linguaggio essenziale, ispirato agli affreschi e alla poesia medievale. Il mondo francescano diventa così una proposta di vita capace di offrire una risposta alle ferite lasciate dal conflitto. Con “Europa ’51” questa riflessione si sposta nella società contemporanea e pone una domanda: come verrebbe accolto San Francesco se vivesse nel mondo moderno? Attraverso la vicenda della protagonista Irene, il cui nome significa pace, Rossellini racconta una dedizione agli altri che viene giudicata follia e conduce all’internamento in manicomio. Una storia che mette in discussione il conformismo della società borghese italiana ed europea e la sua difficoltà a comprendere scelte radicali di solidarietà.
Tutti gli incontri si terranno nella sala Motta e saranno gratuiti, con prenotazione obbligatoria. Per riservare un posto è possibile contattare Rita al numero 335 7495056.














