Orietta Berti incanta la Millenaria: una serata tra ricordi, successi e nuove avventure

GONZAGA – Il concerto di Orietta Berti ha chiuso la prima giornata della Fiera Millenaria con un abbraccio collettivo che ha coinvolto oltre 5mila visitatori e circa mille persone radunate sotto il palco. Una serata luminosa, attraversata da sessant’anni di musica e da quella naturale capacità di Orietta di parlare a tutti: ai fan storici, ai giovanissimi, alle famiglie, ai curiosi che si sono lasciati trascinare dalla sua energia.

Un palco che attraversa le generazioni

La cantante emiliana è arrivata a Gonzaga con tutta la famiglia, tranne il marito Osvaldo, che lei stessa ha ricordato con ironia: «Da vent’anni non mi segue più, si è stancato delle mie tournée». Una battuta che ha sciolto la piazza e ha introdotto un concerto costruito come un viaggio: musica, immagini, ricordi, collaborazioni pop e un repertorio che ha attraversato decenni di storia italiana.

Sul maxischermo scorrevano copertine di dischi, Sanremo, Canzonissima, Dischi per l’Estate, mentre la band accompagnava Orietta in un percorso narrativo più che in una scaletta rigida. Le canzoni non erano un elenco, ma capitoli di una storia che il pubblico ha seguito cantando.

Il racconto musicale: dai tormentoni ai classici

L’esordio è stato con Mille, il brano che l’ha riportata al centro della scena pop insieme a Fedez e Achille Lauro. Da lì, Orietta ha iniziato a intrecciare passato e presente con naturalezza.

Ha dedicato Quando ti innamori al suo fornaio, trasformando la canzone in un piccolo aneddoto di vita quotidiana. Poi ha aperto la porta ai ricordi con Luna piena, Dietro un grande amore e Per questo grande ed infinito amore, brani che hanno segnato tappe importanti della sua carriera.

Il concerto ha preso ritmo con L’altalena, seguito da un momento intenso: Il coraggio di chiamarlo amore, dedicato alle donne vittime di violenza. La piazza ha ascoltato in silenzio, poi ha applaudito con forza.

Il viaggio è proseguito tra colori latini con La discoteca italiana con Fabio Rovazzi e un brano tratto dall’album Exitos Latinos, e tra memorie cinematografiche con La mia vita è un film, dal cofanetto dei 55 anni di carriera.

Non sono mancati i duetti simbolici: Una Vespa in due, resa celebre con Fiorello, ha fatto ballare tutta la piazza. E poi i classici che hanno attraversato generazioni: Tu sei quello, Tu vo’ fa l’americano di Renato Carosone, Io che amo solo te di Sergio Endrigo; La vita è un cabaret; Io potrei

Orietta ha riportato sul palco anche atmosfere napoletane con Na sera e maggio, e la dolcezza di In via dei ciclamini che racconta le case chiuse. Il pubblico ha cantato con lei Chi ama chiama, Io ti darò di più, Tipitipiti, Quando l’amore diventa poesia.

La sorpresa dell’intelligenza artificiale

Tra i momenti più curiosi, la canzone Quadri cuore picche e fiori, costruita con l’intelligenza artificiale. Orietta l’ha presentata con ironia e curiosità, mostrando ancora una volta la sua capacità di reinventarsi.

Omaggi e ricordi

La cantante ha reso omaggio a Giorgio Calabrese, autore che l’ha scoperta, con La voce del silenzio e Fin che la barca va, brano che ha trasformato in un sorriso collettivo.

Sul palco è salito anche Giacomo Borghi di Radio Pico, insieme al presidente della Fiera Millenaria Matteo Lasagna  per consegnarle un mazzo di fiori. Un gesto semplice, accolto da un lungo applauso.

Il finale: famiglia, emozione e futuro

Il concerto si è chiuso con Feeling, Se mi innamoro di un ragazzo come te e di nuovo Mille, prima del bis. Orietta è tornata sul palco con le sue due nipotine accanto, per cantare ancora Quadri cuore picche e fiori: un’immagine tenera, che ha unito palco e vita privata.

I prossimi progetti

Orietta ha annunciato che a settembre uscirà il nuovo singolo “Maledetto Settembre”, mentre a metà novembre arriverà il suo libro dedicato al Natale. Un altro tassello di una carriera che continua a sorprendere.