“Riccardo ha fame”: teatro e inclusione sul palco. A S.Benedetto debutta la Compagnia Instabile

SAN BENEDETTO PO – Debutterà sabato 14 marzo alle ore 21 alla Sala Polivalente di San Benedetto Po la nuova “Compagnia Instabile”, gruppo teatrale nato all’interno del progetto “Teatro e(‘) inclusione”. L’iniziativa rappresenta un’importante esperienza artistica e sociale che mette al centro il tema dell’inclusione attraverso il linguaggio del teatro.

Il progetto vede la partecipazione di una dozzina di giovani attori, tra cui alcuni ragazzi provenienti dai servizi della cooperativa Simpatria, in particolare dal Centro Diurno e dal Servizio Tutela Minori. L’obiettivo è creare uno spazio creativo condiviso, capace di valorizzare le capacità espressive di ciascun partecipante, indipendentemente dalle condizioni personali o dalle fragilità di partenza.

L’iniziativa è stata promossa da Zero Beat, capofila del progetto triennale “Teatro e(‘) inclusione”, che ha scelto di dare continuità e maggiore struttura alle esperienze maturate negli ultimi anni attraverso diversi laboratori teatrali. L’intento è quello di far nascere un gruppo stabile e inclusivo che possa proseguire la propria attività anche oltre la durata del progetto.

La compagnia ha sede al Pascoletto di Palidano e ha iniziato il proprio percorso formativo la scorsa estate, partecipando a un ciclo di training guidati da operatori teatrali. Nel corso dei mesi si è così formato un gruppo affiatato di circa dodici elementi che ora è pronto a presentare al pubblico il suo primo spettacolo.

La rappresentazione proposta è una rilettura originale del Riccardo III di William Shakespeare, intitolata “Riccardo ha fame”. Lo spettacolo affronta il tema del potere e delle dinamiche che ne derivano: chi lo possiede e chi lo desidera, fino alle conseguenze più estreme di questa tensione. In questa interpretazione la “fame di potere” diventa una vera e propria patologia esistenziale. Il protagonista utilizza la propria deformità fisica come giustificazione morale per divorare tutto ciò che lo circonda, mostrando come la deformazione più profonda non risieda nel corpo, ma nelle abitudini e nelle azioni dell’uomo.

Dal punto di vista stilistico il lavoro si ispira anche al teatro di Samuel Beckett, abbracciando i linguaggi del teatro dell’assurdo. La scena si presenta spesso essenziale, con atmosfere oniriche o da incubo, mentre tempi e spazi perdono la loro coerenza narrativa. Un ruolo importante è svolto dalle videoproiezioni, che amplificano la dimensione visionaria dello spettacolo e contribuiscono a creare un ambiente scenico sospeso.

Gli organizzatori spiegano che l’idea della compagnia nasce anche dal confronto con esperienze artistiche consolidate come quelle della Compagnia La Ribalta di Antonio Viganò a Bolzano e del Teatro della Follia di Claudio Misculin a Trieste, realtà che da anni lavorano sull’integrazione di persone con disabilità all’interno di percorsi professionali nel mondo del teatro.

Nel suo piccolo, la “Compagnia Instabile” si propone dunque come uno spazio aperto e accogliente, dove il teatro diventa motore di benessere, inclusione e crescita personale. Un contesto in cui le capacità espressive di ciascuno possono emergere pienamente, a patto che lo spettatore si disponga a un ascolto partecipato e libero da pregiudizi.

Il debutto rientra nella rassegna In Luce. Leggermente fuori fuoco!, progetto curato da Zero Beat che punta a dare visibilità a esperienze artistiche e teatrali capaci di promuovere l’inclusione e superare barriere culturali e sociali. Il progetto triennale “Teatro e(‘) inclusione” è realizzato da Zero Beat in collaborazione con Simpatria, con il sostegno della Fondazione Cariverona.