SABBIONETA – Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Sabbioneta Heritage si è riunito nei giorni scorsi, nella Sala consiliare del Comune, per ragionare collegialmente sul bilancio e sulla programmazione del prossimo biennio.
Il bilancio previsionale, illustrato dal Presidente Gianni Fava, è stato approvato all’unanimità.
Si è quindi passati alla valutazione delle ipotesi formulate dal Direttore generale Laura Nardi e dal Direttore artistico Ezio Zani in merito alle attività da programmare nel 2026 e 2027.
Il 2026 sarà un anno che vedrà la Fondazione misurarsi con temi e format nuovi riguardanti il mondo dell’opera lirica, a seguito di una proposta proveniente dall’amministrazione comunale. La Fondazione sosterrà, con l’amministrazione comunale, la quarta edizione del “Sabbioneta Chamber Opera Festival – Relazioni”, progetto curato dall’associazione Concetto Armonico Aps, con la direzione artistica di Andrea Castello. Un progetto ambizioso in un’ottica di promozione degli straordinari spazi architettonici della città e di valorizzazione dei giovani artisti, la cui programmazione è sostenuta anche dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e Comune di Sabbioneta. Modello virtuoso di integrazione tra formazione, produzione artistica, valorizzazione del patrimonio Unesco e sviluppo territoriale, il festival nell’edizione 2026 si arricchirà di una serie di residenze artistiche, che si realizzeranno tra maggio e novembre e che porteranno a Sabbioneta giovani cantanti lirici, orchestrali e grandi nomi del panorama lirico internazionale. I giovani artisti risiederanno nella città ideale per brevi periodi e parteciperanno a percorsi di formazione sotto la guida di importanti artisti della scena internazionale. Gli esiti del lavoro di studio troveranno restituzione territoriale attraverso la realizzazione di micro-eventi, concerti e rappresentazioni d’opera in forma semiscenica, che andranno ad arricchire la programmazione del Teatro all’Antica e di luoghi d’arte, cultura e socialità di Sabbioneta.
Contestualmente, la Fondazione lavorerà alla mostra con cui si aprirà il 2027: dedicata a Bernardino Campi e al Rinascimento padano, andrà a richiamare l’attenzione sulle arti decorative, sul collezionismo e sulla magnificenza di corte al tempo di Vespasiano Gonzaga. “Il fulcro della mostra è la figura del grande pittore cremonese Bernardino Campi (1522-1591), chiamato da Vespasiano Gonzaga nel 1582 a tradurre in immagini l’umanesimo di corte e, al tempo stesso, a coordinare – direttamente o per orbite di cantiere – un’équipe di specialisti. Ma il progetto si prefigge un orizzonte storico‑geografico più ampio: Sabbioneta è letta come punto di snodo di un intreccio culturale che, lungo il corridoio fluviale Oglio‑Po, mette in comunicazione la lezione di Giulio Romano e della corte gonzaghesca di Mantova con le esperienze cremonesi e con l’orizzonte del ducato farnesiano di Parma e Piacenza”, si legge nel documento di presentazione della mostra, redatto dal Direttore artistico Ezio Zani, che indica quale Curatore e coordinatore scientifico del progetto lo storico dell’arte Michele Danieli.
La mostra sarà preceduta da alcune importanti iniziative sul fronte della raccolta fondi e della valorizzazione del patrimonio: nella tarda primavera 2026 verrà programmata una serata conviviale dedicata all’esposizione e al recupero del prezioso frontone ligneo di Palazzo Giardino, mentre nell’autunno si svolgerà un convegno di taglio divulgativo-scientifico dedicato a Vespasiano Gonzaga e al Rinascimento padano che farà da abbrivio alla mostra del 2027. In fase di valutazione ci sono, poi, azioni di recupero di edifici in gestione e uso alla Fondazione e di proprietà pubblica, che necessitano di interventi di restauro e adeguamento impiantistico e che saranno oggetto di approfondimento nei prossimi incontri del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione.















