SAN GIACOMO DELLE SEGNATE – La storia di un maestro che difese la libertà di educazione e di associazione, fino a essere ucciso dai fascisti, sarà al centro dell’incontro con Giovanni Telò, in programma domani, mercoledì 14 ottobre alle 20.45, nella biblioteca di Villa Rezzaghi, in via Roncada 47. Lo storico presenterà il suo libro “Un omicidio mantovano. Castel Goffredo 1926. I fascisti uccidono il maestro Anselmo Cessi”, dialogando con il giornalista Paolo Boldrini.
L’appuntamento è promosso dall’Associazione culturale ricreativa Athena e dal Gruppo di lettura Segnate, con il patrocinio del Comune di San Giacomo delle Segnate. L’incontro è rivolto a tutta la cittadinanza, con ingresso libero e gratuito.
Il maestro che non si piegò al fascismo
Il volume riporta l’attenzione su Anselmo Cessi, nato a Castel Goffredo nel 1877 e assassinato nel paese il 19 settembre 1926, a 49 anni. Insegnante, presidente dei maestri cattolici mantovani, aderente al Partito popolare italiano e impegnato nella direzione di una Cassa rurale, Cessi aveva affiancato al lavoro scolastico una presenza attiva nella vita sociale e politica della comunità. Attraverso documenti spesso inediti, Telò ne ricostruisce il percorso e la tragica fine. L’educazione dei giovani fu uno dei principali terreni dello scontro con il fascismo. A Castel Goffredo, dove il movimento cattolico aveva costruito una forte rete di associazioni e iniziative educative, il regime puntava al controllo della formazione delle nuove generazioni, anche attraverso l’Opera nazionale Balilla. Cessi difendeva gli spazi di autonomia del mondo cattolico e non aveva accettato di piegarsi alle imposizioni fasciste.
La sera del 19 settembre due uomini gli tesero un agguato e gli spararono alla testa. La spedizione punitiva, nella quale furono coinvolte camicie nere locali e provinciali, si trasformò in un assassinio.
Una vicenda che racconta il cattolicesimo sociale mantovano
Il libro permette anche di approfondire il contesto in cui Cessi operò: un mondo nel quale l’impegno religioso si intrecciava con scuola, cooperazione, casse rurali, associazionismo e partecipazione politica. La sua figura restituisce così una pagina dell’antifascismo cattolico precedente alla Resistenza, segnata dalla difesa delle libertà educative e associative di fronte alla violenza squadrista.
Telò, storico e giornalista, docente di Storia della Chiesa all’Istituto superiore di Scienze religiose di Mantova, ha dedicato la ricerca all’intera vita dell’insegnante, andando oltre la ricostruzione dell’omicidio.
La presentazione a Villa Rezzaghi arriva a poche settimane dal centenario dell’uccisione. A Castel Goffredo, il 19 settembre scorso, Cessi è stato ricordato con un confronto sul volume e con la traslazione delle sue spoglie nella chiesa parrocchiale di Sant’Erasmo.

















