TORRE (GOITO) – Il primo giorno di Quaresima, Torre di Goito ha rinnovato una delle sue tradizioni più caratteristiche e identitarie: la Sagra del Pìt. Una festa popolare che unisce storia, simbolo e spirito comunitario, richiamando famiglie e visitatori anche dai paesi limitrofi.
Protagonista della giornata è il “pìt”, il tacchino – animale arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America – che nella tradizione locale diventa elemento centrale di una giostra dal forte valore simbolico. Un tempo l’animale veniva realmente appeso e colpito dai cavalieri; oggi, nel rispetto delle normative e della sensibilità moderna, è sostituito da un pupazzo di tela imbottita, ma il rito resta invariato nel suo significato.
Secondo lo storico locale ed ex sindaco Enzo Cartapati, le origini della festa potrebbero risalire addirittura al Settecento. «Il vecchio priore don Vareschi raccontava che forse derivava da una protesta degli abitanti di Torre nei confronti del parroco dell’epoca – spiega –. Per dispetto la manifestazione sarebbe iniziata proprio il primo giorno di Quaresima, quando finito il Carnevale si doveva fare digiuno e astinenza». Una provocazione simbolica che nel tempo si è trasformata in tradizione.
La Sagra del Pìt presenta analogie con la Giostra del Pìtu di Tonco d’Asti, con cui nel 2000 fu celebrato anche un gemellaggio, e richiama antichi riti popolari in cui un elemento simbolico rappresentava i problemi della comunità, quasi un capro espiatorio collettivo.
Accanto alla giostra, grande spazio è riservato ai giochi dei bambini: corse con le carriole, prove di abilità e momenti di aggregazione che rendono la giornata una vera festa paesana. Non mancano frittelle e specialità locali.
«È una festa di comunità radicata nel tempo – sottolinea il presidente della Pro Loco, Glauco Scardocci –. In Italia sono solo tre i paesi che la celebrano. Oggi il pit è diventato un pupazzo di tela, ma lo spirito è rimasto lo stesso».
E anche quest’anno la manifestazione è stata un successo: i numeri parlano chiaro. 35 chili di bigoli cucinati, 400 coperti serviti, oltre 800 presenze complessive, con grandi e piccini impegnati nei giochi più svariati. La Sagra del Pìt si conferma una festa radicata nel territorio. L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno.

















