Accordo sul prezzo del latte, Confagricoltura: “Necessarie soluzioni strutturali”

MANTOVA – “L’accordo sul prezzo minimo del latte fresco, raggiunto ieri al Ministero dell’Agricoltura, è essenziale per la stabilizzazione – almeno nei prossimi tre mesi – di un settore che sta vivendo scossoni importanti e su cui c’è, comunque, bisogno di mettere a terra soluzioni strutturali”, è l’opinione di Manuel Lugli, Vice Presidente di Confagricoltura Mantova e Presidente Sezione Economica Lattiero Casearia.

Il concordato firmato ieri è valido per i primi tre mesi del 2026 e fissa il prezzo minimo del latte fresco a 0,54 euro al litro a gennaio, 0,53 a febbraio e 0,52 a marzo. Dopo di che si tornerà a trattare.

“E’ bene chiarire che l’accordo è positivo perché mette un argine, una soglia sotto cui non si dovrebbe andare, ma che la situazione resta preoccupante e ampiamente antieconomica per gli allevatori – prosegue Lugli – Per un’azienda agricola realizzare un litro di latte costa circa 50 centesimi al litro. Si capisce, quindi, come il margine sia esiguo. Chi non produce latte per le Dop, dove i prezzi sono ben diversi, lavora quasi in pareggio. Se si pensa che l’importo riconosciuto all’allevatore è nettamente meno del 30% della composizione del prezzo finale di un litro di latte fresco nel banco frigo del supermercato (pagato dal consumatore finale tra 1,5 e 2 euro), è chiaro come alla componente più delicata del processo – quella rappresentata dall’allevatore che garantisce qualità, salubrità, benessere animale e rispetto ambientale – venga riconosciuto economicamente un ruolo iniquo”.

Servono, secondo Confagricoltura Mantova, misure urgenti anche per scongiurare l’aumento dell’importazione di latte estero, che abbasserebbe ulteriormente il prezzo del latte italiano al produttore. ‘Riversare’ il surplus di latte per aumentare la produzione dei formaggi Dop, che stanno già registrando un aumento significativo di produzione negli ultimi mesi, non è una strada auspicabile. “Non è percorribile – spiega Lugli – Aumentare eccessivamente la produzione di Grana in questo momento, per la legge della domanda e dell’offerta, non farebbe altro che far crollare il prezzo del Grana Padano (già in calo), con danno per tutta la filiera”.

Le soluzioni, per Confagricoltura Mantova, vanno cercate altrove: una programmazione ragionata della produzione tenendo conto di ciò che il mercato può assorbire ⁠favorire la domanda interna con aiuti agli indigenti e promozione nelle scuole, predisporre incentivi all’export e garantire un impegno significativo delle Regioni, che possono intervenire con propri strumenti a partire dalle misure di sviluppo rurale.

Leggi anche Prezzo del latte, 54 cent/litro da gennaio: raggiunta l’intesa al tavolo ministeriale