MANTOVA – Il caro gasolio mette allo stremo l’autotrasporto merci. Molte imprese non riescono più a coprire i costi di esercizio e vedono ormai azzerati i margini di guadagno. CNA lancia l’allarme e torna a chiedere al Governo di riaprire con urgenza il confronto sul settore. Intanto Unatras, cui aderisce CNA-Fita, si prepara a valutare il fermo nazionale dei servizi se non arriverà una convocazione.
«CNA è in contatto ogni giorno con le imprese di trasporto associate e ne raccoglie la disperazione e la rabbia», sottolinea la direttrice Elisa Rodighiero. A pesare sono rincari che incidono profondamente sui bilanci: un mezzo pesante che percorre mediamente tra 100.000 e 120.000 chilometri l’anno deve sostenere una spesa aggiuntiva per il carburante compresa tra 15.000 e 18.000 euro. Il gasolio rappresenta ormai oltre il 35% dei costi di un’impresa di trasporto.
«Le misure adottate finora si sono rivelate largamente inadeguate. Il taglio delle accise alla pompa produce effetti irrisori e temporanei. Il credito d’imposta straordinario concordato con il Governo è una misura importante, però non basta a coprire i maggiori costi e non è ancora utilizzabile», aggiunge Rodighiero.
L’associazione chiede inoltre un intervento per le migliaia di artigiani che lavorano con un furgone. Le cosiddette “piccole portate”, sotto le 7,5 tonnellate, restano infatti escluse da qualsiasi aiuto, pur dovendo affrontare l’aumento delle spese per il carburante.
Le proposte di CNA puntano a interventi strutturali. In particolare, l’associazione chiede di rendere vincolante il meccanismo di adeguamento del costo del carburante in fattura, il cosiddetto fuel surcharge, attraverso regole certe e trasparenti e sanzioni effettive per i committenti che non lo applicano o lo eludono.
Di fronte al deterioramento delle condizioni delle imprese e all’interruzione del confronto con l’esecutivo, Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, annuncia iniziative e manifestazioni sul territorio nazionale.
Se il Governo non convocherà con urgenza le rappresentanze del settore, le associazioni aderenti riuniranno i propri organismi deliberanti per decidere le ulteriori azioni da intraprendere, compresa la proclamazione del fermo nazionale dei servizi.


















