Curtatone, scontro nell’opposizione, Pd a Emiliani: “polemica artificiale, grave mettere in discussione due consiglieri”

Francesco Bianchi

CURTATONE – Dopo le dichiarazioni della capogruppo di “Noi siamo Curtatone” Sabina Emiliani, che ha definito «gravemente compromesso» il rapporto di fiducia politica con i consiglieri Nicolò Agosta e Fernando Vincenti, interviene il segretario del Pd di Curtatone Francesco Bianchi. Una replica dura, nella quale il segretario dem difende i due consiglieri e contesta a Emiliani la scelta di aprire pubblicamente la polemica.
Lo scontro è legato a quanto accaduto in occasione del congresso del Pd: Emiliani aveva chiesto di intervenire come rappresentante della lista civica, senza ottenere uno spazio, mentre aveva preso la parola il sindaco Carlo Bottani, che nell’occasione aveva annunciato l’indicazione di Agosta come rappresentante del Comune nell’associazione “Avviso Pubblico”. La capogruppo aveva contestato il fatto che il gruppo fosse stato informato della decisione solo dopo l’annuncio e chiesto ad Agosta e Vincenti di chiarire pubblicamente la propria posizione rispetto al progetto civico alternativo alla maggioranza Bottani.

Il segretario dem Bianchi: «Polemica artificiale»

«Leggo con stupore le dichiarazioni della capogruppo Sabina Emiliani. Trovo paradossale che venga messa in discussione la fiducia politica nei confronti di due consiglieri comunali per aver partecipato a un congresso del Partito Democratico, esercitando legittimamente un diritto di partecipazione politica», afferma Bianchi. Il segretario aggiunge che la stessa Emiliani era stata invitata e che l’assemblea era aperta a tutti.
Bianchi sottolinea poi il consenso raccolto alle elezioni dai due esponenti dem evidenziando che metterne in discussione la legittimità politica, è «un atto grave e profondamente irrispettoso» anche nei confronti degli elettori.
Il segretario contesta inoltre il «tono ultimativo» di Emiliani, ricordando che la capogruppo non è iscritta al Pd e che in più occasioni ha espresso valutazioni critiche verso il partito. «Pretendere oggi di processare pubblicamente due consiglieri per la loro partecipazione a un congresso appare francamente sproporzionato e fuori luogo».
Quanto all’organizzazione del congresso, Bianchi afferma che questi «iaveva regole e tempi definiti, uguali per tutti. Nessuno è stato escluso per ragioni politiche». A suo giudizio, trasformare l’accaduto in un caso politico significa «alimentare una polemica artificiale che non interessa ai cittadini e che finisce soltanto per indebolire il lavoro amministrativo».

«Mancato un confronto preventivo»

Nel suo intervento il segretario dem insiste sul rispetto reciproco e sul mandato ricevuto dagli elettori: «La fiducia politica non si misura sulla disponibilità ad allinearsi alle pretese di una persona. Si misura sul rispetto reciproco, delle regole, delle organizzazioni politiche e del mandato ricevuto dagli elettori». Bianchi giudica grave anche la scelta di sollevare pubblicamente il caso «senza alcun serio confronto preventivo all’interno della maggioranza o del gruppo consiliare». Secondo il segretario, la responsabilità della frattura non può essere attribuita ai due consiglieri: «Se oggi esiste un problema politico, esso nasce da chi ha deciso deliberatamente di innescare una polemica pubblica», anziché affrontare le questioni nelle sedi opportune.
Infine, Bianchi mette in discussione il modo in cui Emiliani esercita il ruolo di capogruppo: «Chi rivendica il coordinamento di un gruppo dovrebbe anzitutto dimostrare di saper praticare il dialogo, il rispetto reciproco e la gestione collegiale delle differenze». Le dichiarazioni degli ultimi giorni, conclude, mostrerebbero invece un atteggiamento «difficilmente compatibile con il ruolo di coordinamento che è chiamata a svolgere».

Agosta: «L’obiettivo è l’unità del gruppo»

Sulla vicenda interviene anche Nicolò Agosta, che si allinea alle riflessioni del segretario del Pd e guarda al confronto tra i consiglieri: «L’unità del gruppo consiliare è il mio obiettivo. Per giovedì sera abbiamo convocato una riunione del gruppo in cui poterci confrontare».