RIMINI – Un grande albero alto e largo sei metri, realizzato con materiali di recupero e con il contributo di persone impegnate in un percorso di riscatto personale. È il simbolo scelto dal Gruppo Saviola per Ecomondo 2026, la manifestazione internazionale dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale, in corso alla Fiera di Rimini. Un’occasione per l’azienda mantovana di raccontare il proprio modello produttivo, ma anche per ribadire come il recupero possa essere una metafora non solo di rinascita dei materiali, ma anche delle persone.
Al centro dello spazio espositivo trova posto “Rinascita Saviola Fortree”, installazione ideata dall’EcoSocial Artist Luca Gnizio e realizzata in collaborazione con la Cooperativa Sociale di Bessimo – Comunità di San Giorgio Bigarello, impegnata nell’accompagnamento e nel recupero delle persone con problemi di dipendenza.
La chioma dell’albero è composta da 140 cornici realizzate da 20 ospiti della comunità, protagonisti di un percorso creativo e formativo che ha permesso di trasformare materiali destinati allo scarto in un’opera collettiva. Per costruirla sono stati impiegati oltre mille frammenti di legno post-consumo, per un peso complessivo di circa 500 chilogrammi, 720 elementi metallici recuperati e una lunga rete di juta colorata con una tintura naturale ricavata dalle foglie di felce. Un progetto che assume un significato particolare nell’anno in cui la cooperativa celebra il cinquantesimo anniversario dalla fondazione.
«L’albero rappresenta la rinascita», sottolinea Stefano Saviola, consigliere delegato del Gruppo Saviola. Una doppia rinascita: quella del legno, che attraverso il riciclo torna a essere una risorsa, e quella delle persone che, grazie a una nuova opportunità, possono ritrovare fiducia, competenze e prospettive per il futuro.
La partecipazione a Ecomondo rappresenta ormai un appuntamento importante per il gruppo, che proprio sull’economia circolare ha costruito la propria identità industriale. «Fin dall’inizio abbiamo capito che questo era un contesto consono alla nostra visione del futuro – spiega Stefano Saviola –. Abbiamo inventato l’utilizzo dei rifiuti di legno per produrre pannelli e siamo stati i primi a convertire il 100% della nostra produzione, utilizzando esclusivamente legno di recupero. Ancora oggi siamo il più grande produttore nazionale che opera in questo modo».
«Abbiamo sempre cercato di coniugare i valori ambientali del nostro processo produttivo con praticità ed estetica. Questo consente ai nostri clienti, soprattutto ai produttori di mobili, di realizzare prodotti di alta qualità che vengono esportati sui mercati internazionali».
La presenza alla manifestazione riminese permette inoltre di consolidare i rapporti con gli operatori del settore e presentare l’evoluzione delle attività aziendali, sempre più orientate a una gestione integrata delle risorse e dei servizi ambientali.















