MANTOVA – Il quadro economico del primo trimestre 2026 per Cremona, Mantova e Pavia delinea una Lombardia meridionale a due velocità, fortemente condizionata da un contesto geopolitico instabile. Le crescenti tensioni in Medio Oriente e l’inasprimento dei dazi commerciali USA stanno infatti frenando il commercio globale, penalizzando gli ordinativi esteri e riaccendendo i timori sui costi energetici. In questa cornice complessa, mentre Cremona sovverte i pronostici trainando la regione con un’eccellente crescita manifatturiera (+5,1%), Mantova (+2,9%) e Pavia (+1,5%) mostrano dinamiche più guardinghe, aggrappate alla tenuta del mercato interno. Comune alle tre province è infine il forte clima di incertezza che grava sul comparto artigianale: nonostante un avvio d’anno consuntivo positivo, il sentiment dei piccoli imprenditori per il secondo trimestre vira decisamente al negativo sotto il peso delle incognite internazionali.
In particolare il panorama economico della provincia di Mantova delinea un primo trimestre del 2026 a due velocità, dove ai buoni risultati produttivi conseguiti nei primi tre mesi dell’anno si contrappone un clima di diffusa prudenza per il futuro prossimo. Il settore manifatturiero mantovano ha archiviato il periodo con una nota positiva, registrando una ripresa della produzione pari al +2,9% su base tendenziale. A sostenere questa performance è stata soprattutto la vivacità del mercato nazionale, come dimostra l’incremento del 3,1% degli ordini interni, che ha controbilanciato il lieve rallentamento registrato sul fronte internazionale, dove gli ordinativi esteri hanno segnato una contrazione dello 0,7%. Grazie alla spinta domestica, anche il fatturato complessivo ha chiuso in territorio positivo, attestandosi a un +1,3%. Tuttavia, lo sguardo degli industriali verso il secondo trimestre del 2026 rivela un cambio di rotta nel sentiment. Le aspettative degli imprenditori virano infatti verso il segno meno per quasi tutti i principali indicatori economici; l’unica eccezione è rappresentata dai volumi di produzione, per i quali si stima una sostanziale stabilità. Anche il comparto artigianale di Mantova ha mostrato segnali di ripresa nel primo trimestre, muovendosi in controtendenza rispetto alla debolezza della domanda. Nonostante gli ordinativi abbiano subito una contrazione dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, le imprese artigiane sono riuscite a incrementare la produzione del 2,7%. Questo dinamismo si è riflesso positivamente sia sul fatturato, cresciuto dello 0,7%, sia soprattutto sul mercato del lavoro, con l’occupazione del settore che ha fatto registrare un significativo +1,6%. Nonostante un consuntivo incoraggiante, il futuro immediato desta preoccupazione anche tra i piccoli imprenditori. Le previsioni degli artigiani per il secondo trimestre del 2026 rimangono infatti improntate all’incertezza, con aspettative che stimano valori negativi per i principali indicatori analizzati.
“Il primo trimestre del 2026 restituisce un quadro economico articolato per i territori di Cremona, Mantova e Pavia, che continuano a mostrare capacità di adattamento anche in un contesto internazionale caratterizzato da forti elementi di instabilità” – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, Gian Domenico Auricchio – “Le tensioni geopolitiche e le difficoltà che stanno interessando il commercio mondiale influenzano inevitabilmente anche il nostro sistema produttivo, soprattutto sul fronte degli scambi con l’estero e delle prospettive di crescita per i prossimi mesi. Nonostante questo scenario, le imprese dei tre territori hanno confermato una buona tenuta complessiva.


















