Premio Iveco, il confronto con l’azienda accende la protesta sindacale a Suzzara

SUZZARA – Sindacati sul piede di guerra allo stabilimento Iveco di Suzzara dopo la presentazione dei risultati definitivi del premio di risultato 2025. Il confronto con l’azienda, avvenuto ieri ha acceso le critiche delle rappresentanze sindacali che giudicano l’entità del premio non adeguata all’impegno profuso dalle lavoratrici e dai lavoratori nel corso dell’anno. A intervenire per prime sono state le Rsa di Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Uglm e Aqcf, che hanno preso parte all’incontro con la Direzione aziendale e la Commissione Organizzazione e Sistemi di Produzione, chiamata a verificare i parametri del Premio di Risultato 2025 così come definiti dal CCSL dell’8 marzo 2023. Quattro gli indicatori presi in esame: produttività, tempi di consegna, qualità del prodotto e sicurezza.
Dai dati presentati dall’azienda emerge il raggiungimento di due obiettivi su quattro. Centrati i tempi di consegna, con un risultato del 98,10%, e l’indicatore legato alla sicurezza, che registra un +10% a livello di gruppo. Restano invece sotto i target la produttività, ferma al 94,51%, e la qualità del prodotto, che si attesta al 66,67%. Un quadro che, secondo i sindacati, incide in maniera pesante sul valore economico del premio.«I numeri non riflettono l’impegno quotidiano in officina – sottolineano le Rsa – e portano a un’erogazione ampiamente al di sotto della media nazionale del Gruppo Iveco». Da qui la conferma della richiesta, già avanzata a livello nazionale, di un’erogazione aggiuntiva una tantum e di un intervento economico straordinario che riconosca realmente il sacrificio e la professionalità dimostrati durante tutto il 2025.

Sul fronte Fiom-Cgil il giudizio è ancora più netto. Il sindacato denuncia innanzitutto l’esclusione della propria organizzazione dal rinnovo della parte premiale del CCSL e parla di risultati complessivamente al ribasso rispetto al 2025 in tutti i siti del gruppo. Secondo la Fiom, il sistema premiale adottato non risponde alle reali necessità dei lavoratori e non è in grado di garantire il recupero del potere d’acquisto.
Per quanto riguarda lo stabilimento di Suzzara, il montante del premio varierà a seconda dei gruppi professionali da 298,49 a 411,16 euro, importi giudicati “non accettabili e non dignitosi”. La Fiom ribadisce inoltre la propria “contrarietà alla presenza di una componente del premio legata alla sicurezza, sostenendo che monetizzare la sicurezza non rappresenti uno strumento efficace per migliorarla”.
Il sindacato punta il dito anche contro le scelte aziendali, ritenute responsabili della situazione, e sottolinea come tali responsabilità non possano ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori, soprattutto in una fase definita delicata e caratterizzata da grande incertezza sulle prospettive future. Viene inoltre richiamata la mancanza di investimenti strutturali e l’assenza di obiettivi condivisi e realmente raggiungibili.
Le organizzazioni sindacali assicurano che seguiranno con attenzione gli sviluppi del confronto con l’azienda, in attesa di risposte concrete sulle richieste avanzate.

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