Zeus, un protocollo per accompagnare gli autori di violenza e stalking verso il recupero

Il contesto

Il fenomeno della violenza di genere e domestica è purtroppo sempre più diffuso, basti pensare che circa il 13% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali dal partner (dati Istat 2019). La società civile ha promosso negli ultimi anni numerosi e doverosi percorsi di supporto e sensibilizzazione ai diritti delle donne vittime di violenza. Mancano però sul territorio mantovano programmi di sostegno al cambiamento e alla gestione affettiva rivolti agli autori di questi reati, gli uomini maltrattanti. Anche Fondazione Marcegaglia, in prima linea sul tema della violenza di genere, ha lavorato in questi anni a fianco di alcuni Centri Antiviolenza per sostenere le vittime, ma questo lavoro non basta, perché è altrettanto importante intercettare i comportamenti a rischio e accompagnare gli uomini segnalati verso un recupero perché non ripetano i loro gesti.

Il protocollo Zeus

Dall’esigenza di affrontare il fenomeno della violenza di genere a tutto tondo con una visione anche preventiva, è nato nel 2018 a Milano su idea del Centro Italiano di Promozione della Mediazione Cooperativa Sociale, il Protocollo Zeus che ha lo scopo di intercettare le condotte a rischio e recuperare gli uomini autori di fatti di violenza e stalking.  Il nome del protocollo evoca il primo maltrattante della storia, le cui modalità di dominio costituisce un monito da cogliere: affinché tanti uomini non si trasformino in despoti è necessario troncare sul nascere il loro agire inadeguato e violento. Il trattamento è volto al miglioramento della gestione delle emozioni e della propria affettività, nella convinzione che agire all’inizio della spirale della violenza è determinante per prevenire la degenerazione dei primi atti, affinché colui che li ha commessi possa fermarsi prima. Il Protocollo Zeus, attivo a Milano e Cagliari, ha avuto già risultati incoraggianti: l’87% degli uomini segnalati dalla questura ha scelto di partecipare al percorso e il tasso di recidiva si è sensibilmente ridotto.

Il progetto arriva a Mantova

A ottobre 2020 è stato siglato il protocollo d’intesa tra la Questura di Mantova e il CIPM, l’accordo prevede la collaborazione dell’associazione Voandalana come ente attuatore delle azioni trattamentali. L’avvio del progetto è stato reso possibile dal contributo di Fondazione Comunità Mantovana e di Fondazione Marcegaglia. Anche nel mantovano l’obiettivo è quello di reinserire questi uomini nella società favorendo il rientro nella legalità, il loro benessere e soprattutto il benessere delle persone che stanno loro intorno per evitare che in futuro possano ripetere questi gesti di violenza. Il progetto prevede nel primo anno la formazione degli operatori, la creazione di una rete con i vari servizi che si occupano di violenza di genere sul territorio e l’accompagnamento di 20 beneficiari attraverso colloqui individuali e un lavoro di gruppo.

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