Doveva essere una giornata di escursioni e panorami mozzafiato nel cuore del Parco delle Fucine. Invece, per quattro giovani mantovani sui 25 anni, la gita si è trasformata in una vicenda grottesca, culminata con una denuncia per procurato allarme.
I ragazzi, appena imboccata la suggestiva «Stretta di Luina», hanno iniziato a urlare e a inscenare una finta richiesta di aiuto. Grida talmente realistiche da convincere un visitatore che qualcuno fosse davvero in pericolo. Da lì, la catena dei soccorsi si è messa in moto in pochi minuti: ambulanza, vigili del fuoco, forze dell’ordine ed elisoccorso decollato da Mantova, visto che quello di Brescia era già impegnato.
Una mobilitazione imponente, pensata per un intervento in una gola stretta, verticale, con un torrente impetuoso sotto i piedi. Un luogo dove, se qualcuno cade, il rischio è concreto.
Lo scherzo smascherato
Mentre i soccorritori si preparavano alle operazioni, un vigile del fuoco ha notato un dettaglio stonato: i quattro ragazzi, appartati lungo il sentiero che porta alla cascata del «Pisot», ridevano commentando di averla “fatta grossa”. Nessun ferito, nessuna emergenza, solo una bravata.
A quel punto, la verità è venuta a galla. E a completare il quadro ci ha pensato un particolare che i giovani avevano sottovalutato: per accedere alla ferrata avevano noleggiato l’imbragatura, lasciando i documenti alla reception del Parco. Identificarli è stato questione di minuti.
La denuncia e le possibili conseguenze
L’intervento dei soccorsi si è concluso con un nulla di fatto, mentre i quattro escursionisti sono rimasti con i carabinieri. Per ciascuno è scattata una denuncia per procurato allarme, un reato che non si esaurisce con una semplice ramanzina: oltre al procedimento penale, potrebbero arrivare anche richieste di risarcimento per i costi dell’operazione.
Un teatro naturale che non ammette leggerezze
La Stretta di Luina, dove si è consumata la farsa, è una ferrata di 460 metri con un dislivello di 25, attrezzata e sicura anche per principianti. Ma resta pur sempre un ambiente naturale complesso, dove la prudenza non è un optional. E dove, soprattutto, non si scherza con i soccorsi: ogni chiamata mobilita mezzi, professionisti e risorse che potrebbero servire altrove.

















