CURTATONE – L’arte contemporanea torna a riflettere sui grandi dilemmi della società moderna con la mostra “Annodi. Legami tra Pittura, Scultura, Fotografia”, promossa dall’associazione TempArte e dal Maestro Rubens Fontanesi nell’ambito della seconda Biennale d’Arte Contemporanea. L’esposizione sarà inaugurata sabato 7 novembre alle ore 17 presso il Museo Laboratorio Fontanesi a Levata di Curtatone (via della Libertà 22) e rimarrà aperta fino al 21 novembre.
La visione critica di Paolo Ceriani
A presentare la vernice ed esprimere la linea critica dell’esposizione sarà il professor Paolo Ceriani, autorevole voce del dibattito culturale e docente in grado di coniugare il rigore dell’analisi storica e artistica con una profonda attenzione per le dinamiche sociologiche contemporanee.
Citando una celebre riflessione di Umberto Eco, il professor Ceriani mette al centro del percorso espositivo la necessità di un’analisi sul rapporto tra l’uomo e lo strapotere del digitale. «Annodare significa mettere in contatto elementi differenti, creare un legame che aiuti a trovare una risposta allo strapotere della realtà digitale», evidenzia Ceriani, ricordando come l’opera d’arte mantenga una funzione essenziale nel salvaguardare la sensibilità, l’errore, l’intuizione e la capacità umana di scegliere rispetto all’automatismo tecnologico.
Gli artisti in esposizione e le opere
Il percorso espositivo intreccia le sensibilità e i linguaggi di otto diversi interpreti:
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Roberto Amori: Le sue sculture lignee giocano sui trafori e l’equilibrio tra pieni e vuoti, rivelando la fragilità dell’anima umana attraverso linee sinuose.
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Lucia Bonseri: Propone una pittura d’azione e veicolo emotivo, dove la tecnica mista e il dripping caricano l’opera di energia astratta.
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Alessandro Cadamuro: Vetroformer veneziano, libera la materia vetrosa e la parola scritta dalla pura funzione comunicativa per trasformarle in segni primordiali.
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Davide Fontanesi: Con la sua ricerca fotografica e un tocco d’ironia, reinventa la percezione del reale trasformando gli elementi quotidiani in metafore visive.
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Rubens Fontanesi: Con le sue strutture pitto-scultoree recupera materiali di scarto (metalli e stoffe), donando loro nuova vita in una chiave di sostenibilità ed ecologia dell’arte.
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Stefano Marocchi: Attraverso campiture cromatiche naturali e stratificazioni della terra, richiama la visione da satellite proponendo un’indagine sul tempo e sul paesaggio.
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Lorenzo Miotto: Ritrae elementi seriali e privi di indicazione d’uso (come taniche e involucri), offrendo una critica diretta all’eccedenza consumistica e allo spreco.
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Claudia Vivian: Fonde linea e colore in una poetica della fragilità, dove il contrasto tra rossi velati e dettagli essenziali evoca la vulnerabilità dell’esistenza.
Orari e dettagli di visita
La mostra sarà visitabile dal 7 al 21 novembre 2026, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato, dalle ore 17 alle ore 19 presso la sede del Museo Fontanesi a Levata.


















