MANTOVA – Il settore dell’autotrasporto nel Mantovano è sempre più in difficoltà e rischia il collasso. A lanciare l’allarme è la Cna, che denuncia come le misure attualmente in vigore non siano sufficienti a sostenere le imprese alle prese con il caro carburante e con una situazione economica sempre più critica. Secondo l’associazione di categoria, la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio e l’estensione al combustibile HVO rappresentano segnali positivi, ma non incidono in modo concreto sui bilanci delle aziende. Più che un reale risparmio, si tratta infatti di un contenimento solo parziale di costi ormai diventati insostenibili, con pesanti ripercussioni sulla liquidità delle imprese.
A sottolinearlo è la Direttrice della Cna, Elisa Rodighiero, che evidenzia anche un altro nodo cruciale: i tempi troppo lunghi per la fruizione del credito d’imposta, ritenuti incompatibili con le esigenze finanziarie delle aziende del settore. Nel frattempo, il costo del gasolio continua a pesare in maniera significativa, arrivando a rappresentare fino al 40% dei costi operativi di un’impresa di autotrasporto. Gli aumenti registrati nelle ultime settimane, spiega Rodighiero, stanno generando extra-costi annui superiori agli 11 mila euro per ogni mezzo. A complicare ulteriormente il quadro, secondo Cna, è anche un effetto paradossale delle attuali misure: le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte risultano penalizzate dalla riduzione delle accise, con una conseguente diminuzione dei rimborsi sul gasolio commerciale. A evidenziarlo è il portavoce Franco Bruno, che parla di una situazione difficile da comprendere per le aziende più virtuose.
Il quadro complessivo resta quindi molto critico. Al caro carburante si sommano infatti altri fattori che gravano sul comparto: l’aumento dei costi di esercizio, la carenza di autisti, le difficoltà di accesso al credito e il peso della burocrazia. Negli ultimi dieci anni, nel mantovano, si sono perse 158 imprese di autotrasporto, con conseguenze rilevanti non solo per l’economia locale, ma anche per quella nazionale. Se la situazione non dovesse cambiare in tempi brevi, conclude Cna, il rischio è che molte altre imprese artigiane siano costrette a chiudere, aggravando ulteriormente la crisi di un settore strategico per il sistema produttivo.

















